Oltre 4 chili di eroina sul bus a Trento

Guardia di Finanza: a Natale la droga corre sul bus. sequestrati 4,5 kg di eroina e cocaina e arrestate due cittadine nigeriane una delle quali subito rilasciata: era incinta.

Le unità cinofile antidroga della Guardia di Finanza di Trento, nell’ambito del potenziamento dei controlli di prevenzione e repressione dello spaccio e del traffico di sostanze stupefacenti in occasione del periodo natalizio che tutte le Forze dell’ordine stanno espletando a livello provinciale, hanno sequestrato ieri quattro chili e mezzo tra eroina e cocaina e sono state arrestate due cittadine nigeriane che fungevano da corriere.

Le Fiamme Gialle del Gruppo di Trento, hanno svolto una serie di controlli antidroga presso le barriere autostradali della A22 concentrandosi su alcune delle principali linee di trasporto su gomma che transitano sull’asse del Brennero; in particolare, durante i controlli su un pullman di una nota società internazionale di trasporto persone a basso costo, che stava effettuando una delle soste di tappa previste sulla tratta Monaco (D) – Roma, il fiuto dei cani antidroga Apiol e Nabuco hanno immediatamente individuato nel vano destinato al deposito dei bagagli un borsone di colore scuro, su cui i due segugi hanno puntato la loro attenzione.

I Finanzieri hanno aperto il borsone per ispezionarlo e hanno trovato all’interno otto grandi lattine di conserve di pomodoro con marche straniere, che Apiol e Nabuco, una volta estratte dal borsone, hanno iniziato a raspare con insistenza, dando cenno al proprio conduttore di aver trovato qualcosa di interessante
Poiché, come prevedibile, nessuno dei viaggiatori dichiarava di esserne proprietario, per individuare i proprietari del borsone i Finanzieri hanno giocato d’astuzia: hanno richiesto ai passeggeri di scendere dal bus e prendere i propri bagagli: a lasciare il borsone “orfano” sono state alla fine due cittadine nigeriane che, messe alle strette, hanno dovuto ammettere, tra le lacrime, di esserne le legittime proprietarie.

Certi di avere a che fare con due corrieri di droga, data l’insistenza delle due unità cinofile nel segnalare la presenza di stupefacente all’interno delle lattine, i Finanzieri hanno consentito all’autista e ai passeggeri del pullman di ripartire per il loro viaggio senza far loro subire alcun ritardo e hanno quindi condotto le due nigeriane presso la caserma sede del Gruppo delle Fiamme Gialle di Trento per proseguire i controlli.

Una volta aperte le lattine di conserva, all’interno, tra la polpa di concentrato di pomodoro, sono subito apparse decine e decine di ovuli termosaldati del peso di circa 50 grammi l’uno che, a un esame speditivo, si sono rivelati contenere cocaina ed eroina.

Le due nigeriane sono state identificate in C.S., 23 anni, residente a Napoli e A.P., vent’anni, residente a Verona, entrambe in possesso di regolare permesso di soggiorno in Italia.

Sospettando che le due nigeriane potessero aver ingoiato degli ovuli per trasportarli all’interno del loro corpo, entrambe sono state portate all’Ospedale Santa Chiara di Trento per essere sottoposte a radiografia; in quest’occasione C.S. ha rivelato in effetti portare nel proprio stomaco una cinquantina di ovuli, che ha espulso naturalmente nel corso della nottata, prima di essere condotta nella Sezione Femminile delle Carceri di Spini di Gardolo (TN).
A.P., invece, sottoposta alle prime analisi prima di sottoporsi alla radiografia, ha scoperto di essere incinta, e quindi – poiché le donne in stato interessante non possono essere sottoposte ai “raggi X” né sottoposte a misure cautelari in carcere, la stessa è stata denunciata a piede libero e dopo essere stata trattenuta per accertamenti medici al Santa Chiara di Trento, è stata rilasciata.

Nel complesso, sono stati sequestrati centotrenta ovuli, una cinquantina dei quali trasportati nel corpo della corriere nigeriana e 4,5 chili di sostanza stupefacente, suddivisa in 3,5 kg di eroina e un kg. di cocaina.

Il valore complessivo sul mercato illecito dello spaccio avrebbe fruttato, tagliando opportunamente le sostanze stupefacenti prima di metterle in vendita, circa quattrocentomila euro.