PAOLO SERAFINI CONDANNATO. LA REAZIONE DELLA LEGA NORD TRENTINO

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Paolo Serafini è stato condannato per gli insulti che aveva un anno fa rivolto al ministro Kyenge.

La condanna è stata tutto solamente pecuniaria, multa di 2.500 euro più un risarcimento di 2 mila euro ciascuna per ciascuna delle cinque associazioni che si erano costituite come parte civile, più 5.500 euro di spese. Curioso notare che dovrà pagare 18 mila euro anche se è senza lavoro.

La Lega Nord ha, con una nota stampa, affermato che “Paolo Serafini, alla fine, è stata condannato definitivamente, per le frasi rivolte all’ex Ministro Kyenge. Oltre a ciò dovrà versare del denaro anche alle associazioni che si sono costituite parte civile, per un importo totale che pare decisamente eccessivo, soprattutto per una persona che ha già pagato con il licenziamento da parte di Trentino Trasporti e che vive grazie alla solidarietà di tante persone.

Non si vuole entrare nel merito dell’espressione utilizzata da Serafini (alla quale ognuno può dare un proprio parere) ma vogliamo capire perché in questo caso la giustizia ha applicato una pena alquanto severa mentre in altre circostanze, dove ad essere vittime erano personaggi politici della Lega o del centrodestra, sembra siano stati utilizzati parametri diversi. Detto ciò, la libertà di espressione del pensiero, garantita dall’art. 19 della Costituzione italiana, sembra essere considerata tale soltanto se rivolta verso alcune persone piuttosto che altre, in relazione probabilmente all’appartenenza politica e ideologica.”

Il Segretario Nazionale Maurizio Fugatti si domanda riguardo a “cosa sarebbe successo se gli stessi insulti fossero stati rivolti ad un esponente politico del centro destra o di coloro che ricoprono la veste di opposizione nella sede romana. Probabilmente il soggetto, invece che essere licenziato, sarebbe stato promosso immediatamente, magari anche in qualche associazione vicina alla politica.”

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