Il comune di Todi, guidato dal centrodestra, ha negato il suo patrocinio per la festa del 25 aprile all’Anpi. Lo ha fatto in nome di un programma “senza celebrazioni di parte”.

Todi, piccolo comune umbro composto da 16000 abitanti in provincia di Perugia, in una regione che fino a poco tempo fa era una roccaforte della sinistra, nega il suo patrocinio per la festa del 25 aprile all’Anpi per ricordare la Liberazione e balza agli onori della cronaca per essere il primo comune a farlo.

Il sindaco Antonino Ruggiano (Centrodestra), in una dichiarazione al Corriere dell’Umbria ha affermato: “Il 25 aprile è una festa per tutti gli italiani e la sento anche mia, quindi ritengo giusto che la faccia il Comune e non mi pare logico che sia l’Anpi a farla e a invitare il Comune a partecipare. Ognuno poi è libero di fare le manifestazioni collaterali che ritiene opportune”. 

L’Anpi, dal canto suo, ha risposto attraverso un comunicato stampa affermando: “Il 27 marzo la sezione, come sempre, ha regolarmente protocollato un documento con richiesta di logo, patrocinio e degli spazi, in cui si riportava una bozza del programma, dal quale poi sono state solamente tolte delle cose. Subito dopo è stato contattato l’Assessore Ranchicchio per informarlo dello stesso protocollo e chiedere se si riteneva opportuno discutere insieme, anche di persona, il programma dell’intera giornata”.

“Il 5 aprile – continua l’Anpi –  la presidente di sezione, Camilla Todini, ha dunque incontrato il sindaco Antonino Ruggiano e l’assessore Claudio Ranchicchio in Comune. Durante l’incontro sono state descritte tutte le iniziative già riportate nel documento protocollato e nulla ha lasciato intendere che la condivisione della celebrazione fosse in qualche modo o per qualche motivo a rischio e, non essendosi mai verificato tale fatto, niente poteva farlo supporre. Anzi, il sindaco aveva chiesto alla sua segretaria di occuparsi, come sempre fatto dalle amministrazioni, dell’invito alle autorità per la cerimonia della mattina, del quale ci aveva chiesto di inviare una bozza”Poi, stando alla ricostruzione dei fatti, la richiesta del Comune, che giovedì sera manda all’associazione una nota con la quale la informa che “l’Amministrazione Comunale ha inteso predisporre un programma delle celebrazioni, che sia quanto più istituzionale possibile, evitando, quindi, di aderire a programmi e celebrazioni che abbiano una impostazione di parte” e perciò di negare l’utilizzo del logo e il patrocinio per la celebrazione della Festa di Liberazione, all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.