Una banale sconfitta in un videogame. Questo è bastato a un ragazzo di 15 anni per compiere il folle gesto di tagliarsi la testa con una motosega. Accade in Russia, più precisamente a Mogochino, nel Tomsk, distretto della Siberia.

Pavel Matveev, il 15enne, era rimasto colpito da una dipendenza dai videogame, secondo i media locali, dopo che la madre gli aveva acquistato il gioco che poi lo ha condotto a compiere la follia fatale. Gli inquirenti hanno individuato nell’arma del delitto una motosega presente nel giardino di casa.

Rimane ancora segretissimo il titolo del videogame, anche per motivi di tutela del marchio, che incorrerebbe altrimenti in ovvie ripercussioni sul mercato, al momento immotivate trattandosi di un caso isolato. Tuttavia, è stata aperta un’indagine per verificare se si tratti di istigazione al suicidio.

Non è infatti una novità, in Russia, una sorta di “lavaggio del cervello” operato su giovani e deboli menti. Soltanto un anno fa, infatti, il fenomeno del “Blue Whale” aveva sconvolto tutta l’Europa, vedendo nella sola Russia ben 157 decessi per suicidio. Un nuovo oscuro fenomeno sulla pelle dei più deboli o una lucida e mortale follia? Dovranno stabilirlo gli inquirenti. Restano una madre privata del proprio figlio e il corpo di un povero ragazzo, suicidatosi per un futile motivo.