PORNOGRAFIA A SCUOLA? INCREDIBILE SENTENZA A ROMA

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Ognuno è libero di leggere e di decidere come vivere, tuttavia le scuole di pensiero in merito ai così definiti “libri di formazione” per adolescenti sono due: da una parte chi ne fruisce e li gradisce, dall’altra chi preferisce non farne uso. Premesso questo vi è una nota dolente che non si può transigere, da genitori ma anche da formatori: la letteratura di formazione, a maggior ragione se esplicita o specifica, non andrebbe imposta.

Ricordo ancora con piacere le lunghe liste di libri che a scuola erano proposti a scelta come romanzi di formazione, che consentivano a seconda del tema di scegliere, lasciando all’alunno di percepire la forma di curiosità che arriva dalla letteratura, alzandone l’autostima e consentendone la maturazione consapevole e non imposta, la televisione già parla di tante cose, perché imporre anche i libri, come la pubblicità?

Tuttavia se le storiche Edizioni Paoline non sono più trendy, perché ormai la formazione passa da internet, se i Collana Ragazzi sono ormai un business su cui non si investe più, in questo caso il romanzo Einaudi, sicuramente meritevole dal punto di vista letterario, non rientra a perfezione neppure nella categoria dei romanzi di formazione, eppure sappiamo che nulla accade per caso nella scuola, anche se in Italia, dove la disorganizzazione e la non consapevolezza potrebbero essere causa di disguidi, pare difficile che un libro sfugga al controllo: forse perché il problema è sentito nell’Istituto? Si tratta di una classe in cui serve fare luce e chiarezza su fatti accaduti? Non avremo mai la risposta, grazie, fortunatamente, alla privacy, tuttavia che per un Tribunale si possa lasciar cadere il caso poiché non rilevante penalmente, è tutto sommato molto grave.

Si pubblica quindi di seguito l’appello di SOS Ragazzi, che in qualche modo mette in allerta sulle scelte degli operatori della formazione, forse non sempre così chiaramente espresse in modo tale da ricongiungere a un evento un fatto e con una motivazione plausibile.

“La scorsa settimana il Tribunale di Roma ha emesso una sentenza che di fatto sdogana la pornografia tra i banchi di scuola e non fa altro che confermare i timori di SOS Ragazzi sulla deriva delle scuole italiane nella direzione del pensiero unico dettato dall’ideologia del gender. Nonostante le proteste dei genitori e delle associazioni Giuristi per la Vita e Pro Vita Onlus, la Procura di Roma ha comunque deciso di archiviare il caso del Liceo Giulio Cesare di Roma che nell’aprile scorso fece scalpore!

A studenti tra i 14 e 16 anni venne infatti proposta la lettura del romanzo “Sei come sei” di Melania Mazzucco, che narra la vicenda di due persone omosessuali che comprano un figlio tramite la pratica dell’utero in affitto; tra i passi consigliati agli studenti vi era anche l’esplicita descrizione di un rapporto orale tra due ragazzi dello stesso sesso.

I motivi dell’archiviazione del caso? Tali contenuti, inseriti nell’insieme dell’opera, sono “penalmente irrilevanti” e la divulgazione del libro “è supportata da motivazioni di studio che sono, a loro volta, inserite in precisi obiettivi nazionali e internazionali di lotta all’omofobia e di formazione dei minori”.

Come può essere definita funzionale alla “formazione dei minori” la diffusione di brani dal contenuto esplicitamente pornografico, in cui si descrive con dovizia di particolari un rapporto orale tra due ragazzi?

È certamente una causa giusta quella di insegnare alle nuove generazioni il rispetto e l’accoglienza nei confronti di ogni persona, nella quale risplende la dignità dell’essere umano che deve essere riconosciuta nella sua integrità e rispettata.

Allo stesso tempo però casi come quello del liceo romano dimostrano come sotto la bandiera della lotta al bullismo “omofobico” si celi in realtà il progetto di ri-educare i ragazzi, imponendo la distruttiva teoria del gender (che svincola la costruzione del proprio genere sessuale dal dato biologico di partenza) e usando la scuola come luogo di propaganda dell’agenda che prevede matrimoni e adozioni omosessuali.”

Inviato da Andrea Lavelli – Responsabile Campagna SOS Ragazzi

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