Prestigiacomo (FI): “Se capisaldi della manovra rimangono invariati, temiamo ulteriore aumento della pressione fiscale.”

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Stefania Prestigiacomo, deputata di Forza Italia e Vice Presidente della Commissione bilancio della Camera, è intervenuta ai microfoni della trasmissione ‘Tutto in Famiglia’ condotto da Livia Ventimiglia e Annalisa Colavito su Radio Cusano Campus, in virtù dei nuovi emendamenti approvati alla manovra che riguardano le misure sulla famiglia.

Una Manovra senza politiche per le famiglie: “Noi di Forza Italia abbiamo presentato un pacchetto famiglia, con una serie di proposte che riguardavano molti aspetti della famiglia, dalle adozioni ai bonus bebè –ha affermato Prestigiacomo-. Queste proposte non sono state nemmeno discusse in Commissione Bilancio. Invece, è stato accolto qualche emendamento incluso nella proposta come ad esempio quello sul congedo parentale che riguarda i padri. Questa è una piccola novità per la quale da tempo ci siamo battuti ma che purtroppo non si può definire una politica a favore delle famiglie. Per commentare davvero la Manovra di bilancio dobbiamo attendere l’esame al Senato. Di fatto i due pilastri della Manovra- Reddito di Cittadinanza e la riforma pensionistica a quota 100- sono rimasti saldi e sono quelli che abbiamo fortemente contestato. Il Governo deve fare un taglio di 4 miliardi se vuole un accordo con l’Europa per il 2019. Deve indicare quali saranno i tagli pluriennali, perché la manovra di bilancio prevede un programma di tre anni pluriennale. Quindi i provvedimenti non si limitano al solo anno del 2019 ma coinvolgono anche il 2020 e 2021. Il taglio di 4 miliardi è imprescindibile se non si vuole incorrere in una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea. Se i capisaldi della manovra rimangono invariati, temiamo che ci possa essere un ulteriore aumento della pressione fiscale”.

Il Reddito di Cittadinanza non aiuta la crescita: “Questa è una Manovra espansiva che aumenta la spesa pubblica ma non prevede la crescita perché per aumentare la crescita il Paese deve attrarre gli investitori, ossia i privati, le imprese. Il nostro non è un Paese accogliente da questo punto di vista e questo a causa della burocrazia, della pressione fiscale e del sistema giudiziario lento. Per fare un intervento a favore della crescita sarebbe stato necessario concentrarsi sulle politiche per il Sud. Non si può fare affidamento sui centri dell’impiego, che non essere mai stati efficienti e oltretutto non sono dei fabbricatori di posti di lavoro. I posti di lavoro vengono generati dalle imprese. Avevamo presentato un emendamento che prevedeva uno shock fiscale per il Mezzogiorno che consisteva nella cancellazione dell’IRES per le imprese del Mezzogiorno. Il fenomeno di delocalizzazione potrebbe essere contrastato dirottando le imprese verso il Sud Italia. Nel Meridione è necessario un cambio di rotta attraverso interventi sulle infrastrutture e la cancellazione dell’IRES per chi investe nel Sud. Di tutto questo non c’è nulla nella manovra. Si è pensato solo al Reddito di Cittadinanza, che è una misura a cui già il precedente Governo aveva pensato per venire incontro alle esigenze di chi in una condizione d’indigenza assoluta. Noi così stiamo dando la sensazione ai giovani che non è necessario investire nel futuro. Il Reddito di Cittadinanza è una politica di tipo assistenzialistica che potrebbe avere una sua ratio in un Paese diverso e senza debito pubblico accompagnato da una politica per la crescita.”