Domenica 14 maggio, dalle 9 alle 18, si svolgeranno le primarie per il rinnovo della segretaria della Lega Nord tra il segretario uscente, Matteo Salvini e Gianni Fava. Tuttavia, come dichiarato dal consigliere provinciale della Lega Nord Trentino e segretario nazionale Maurizio Fugatti, non ci saranno dubbi: “A vincere sarà Salvini”.

A sostegno di Salvini, come volevasi preannunciare, ha firmato l’87% dei votanti. Per l’esattezza 6925 leghisti. La vera sorpresa invece, che in queste ultime ore ha tenuto banco sulle prime pagine dei giornali nazionali, (arrivando anche a destabilizzare la rassicurante posizione dell’attuale segretario federale Matteo Salvini), è arrivata dallo sfidante Gianni Fava, che ha raccolto 1055 firme (il 13% delle preferenze). 

Un dato inferiore rispetto a quello raccolto da Umberto Bossi nella corsa alle primarie di partito del 2013 (per il Senatur erano state infatti 1100 le firme raccolte a poche ore dalla chiusura), ciò nonostante il nome di Fava sarà apparso una novità a coloro i quali non pensavano che, un volto tutt’altro che noto come quello dell’assessore lombardo, potesse arrivare poco sopra la soglia minima per accedere alle candidature. Senza nemmeno troppi problemi. 

Tra le regioni in cui si è registrato il maggior consenso all’assessore lombardo è da segnalare il Trentino – Alto Adige: rispettivamente con il 21% in favore di Fava e il 79% di Salvini per il Trentino, e con il 25% in favore di Fava contro il 75% di Salvini per l’Alto Adige. Dati, quest’ultimi, che nel panorama nazionale registrano un andamento certamente insolito nei confronti del candidato Fava, sicuramente più alto della media.

Tuttavia, come ci è stato dichiarato dal consigliere provinciale della Lega Nord Trentino e segretario nazionale, Maurizio Fugatti, “pur mantenendo, in veste di garante, un sistema imparziale e democratico di preferenza nella scelta del candidato  – prosegue – è chiaro che ho firmato per Salvini e voterò per lui”. Aggiungendo poi: “Le primarie di domenica saranno a mio avviso sicuramente utili. Conosco sia Fava che Salvini e sono due ottimi elementi. Io personalmente non ho fatto campagna elettorale e non mi sono esposto, ma non ho problemi a esprimere la mia preferenza per Salvini”. 

Una preferenza netta per il Trentino che, nonostante un 21% collezionato in favore di Fava, conferma con il 79% delle preferenze la scelta di Salvini. E anche se quest’ultimo aveva dichiarato che non avrebbe continuato a fare il Segretario della Lega se non avesse raggiunto “almeno l’80%”, annunciando che in quel caso avrebbe fatto “un posso indietro tornando a fare il militante, così come fatto per 30 anni”, siamo certi che, al netto delle firme raccolte in ogni singola regione, quest’ultimo possa ora dormire sonni tranquilli.

Certo, le indiscrezioni di un’ascesa di Fava come “l’ultima speranza per i leghisti che vogliono la secessione” non vanno ignorate, ma il consenso raggiunto da Salvini in questi anni permette di delineare una situazione totalmente differente rispetto alle primarie del 2013 (già più incerte per la figura e il carisma del fondatore Umberto Bossi).

Umberto Bossi che – così come riportato dalla stampa – invitava a raccogliere le mille firme necessarie per l’ascesa dell’assessore lombardo, alimentando quella guerra sotterranea che oramai da diverso tempo si sta combattendo tra il fondatore della Lega e il suo attuale segretario. Una guerra persa in partenza stando ai dati. Ma si sa, “non è ancora detta l’ultima parola”; che ora passa alle primarie che si terranno domenica. In attesa del nome del vincitore. 

di Giuseppe Papalia