Privilegi fiorentini per la moglie di Matteo Renzi

Non bastava per la moglie del Renzi il posto di lavoro nella scuola sotto casa. Una coincidenza, ovviamente. Ora anche il pass per parcheggiare ovunque a Firenze, transitando nelle strade vietate e chiuse al traffico. Un permesso concesso ovviamente dal fedelissimo Nardella, un pessimo sindaco che solo la disinformazione di servizio evita di collocare sul podio dei peggiori insieme, o davanti, alla Raggi. Perché il problema non è rappresentato dai privilegi concessi ad Agnese Renzi. Poverina, con un marito così va capita ed aiutata.

Un po’ di solidarietà, suvvia, per chi si è sposata il bugiardissimo e lo sopporta tutt’ ora. Il problema è Nardella, il problema sono i personaggi come lui, proni davanti al potere, proni davanti a qualsiasi idiozia politicamente corretta. Ma il problema sono anche i cittadini, in questo caso fiorentini ma non si tratta di un caso isolato, che votano per questi personaggi inadatti a ricoprire anche un incarico da guardialinee in una partita di calcio scapoli ammogliati. Un renitente alla vanga proiettato alla guida di una delle più belle città del mondo. Senza la benché minima capacità di valorizzarla (d’accordo, non è facile) ma anche con la protervia e l’arroganza tipiche del suo capo e che lo spingono ad interventi per penalizzare Firenze, per umiliarla, per rendere banale ciò che è un capolavoro. Siamo passati da una capitale del Rinascimento ad una città che insegue le mode più stupide e scontate.

Da una città che si fa imitare ad una città che imita. E allora il servilismo nei confronti della moglie del capo è davvero piccola cosa rispetto alle tante boiate nardellesche. Persino la patetica giustificazione non cambia la realtà di un sindaco che, comunque, è stato votato. Non è la prima volta, nella storia di Firenze, che gli abitanti si fanno male da soli. Ma raramente erano scesi così in basso. C’era grandezza anche nell’autolesionismo. Ora c’e’ solo Nardella.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 364 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".