Da dicembre 2016, la Salerno-Reggio Calabria sarà interamente percorribile”. Ogni ulteriore spiegazione dell’oggetto in questione farebbe sorridere il lettore, visto che ormai l’Italia, tra le sue peculiarità, annovera anche l’autostrada infinita, un’interminabile tratto di cantieri che rappresenta “l’incompiuto” per antonomasia.

In merito all’A3, sul sito dell’Anas campeggia uno strano countdown: “36 giorni mancanti al completamento dell’autostrada”. Sempre sul sito, si legge:”Il completamento è previsto entro dicembre 2016. Lungo l’autostrada saranno presenti fino alla stessa data di dicembre 2016 alcuni cantieri temporanei per gli interventi finalizzati ad innalzare i livelli di confort e sicurezza dell’intera arteria”. Una storia, quella della Salerno-Reggio Calabria, fatta di tappe importanti, che affonda le proprie radici nel lontano 1962, quando Amintore Fanfani inaugura i lavori che si sarebbero conclusi, a detta dello stesso presidente, in due anni.

Le previsioni, però, si rivelano errate: comincia così un calvario che porterà alla continua riapertura e chiusura di vari tratti. E’ il 1974 quando l’autostrada viene aperta al traffico, per un costo finale pari a 368 miliardi di lire. Nel corso degli anni, saranno molti i finanziamenti che verranno stanziati per il completamento dell’A3, dal governo Craxi nell’87 al governo Prodi nel ’96. Gli anni 2000 saranno quelli più densi di cambiamenti per la Salerno-Reggio Calabria: già nel 2001, con la Legge Obiettivo n°443, viene riprogettata la cantierizzazione dell’autostrada in macrolotti per tentare un programma di riammodernamento.  Risultati immagini per battute sulla salerno reggio calabria

Nel 2015, però, dopo l’apertura dei tratti che collegano Padula-Buonabitacolo a Lauria e Laino Borgo a Campotenese, crolla una campata del viadotto Italia, i cui lavori di ricostruzione causeranno la morte di un giovane operaio di 25 anni. La crisi decretata dalla chiusura dell’autostrada in entrambe le direzioni, verrà superata pochi mesi dopo, con la nomina del nuovo presidente dell’Anas Armani. La fine dei lavori, prevista per il 2018, viene anticipata di un anno e mezzo su richiesta del premier Matteo Renzi. A dicembre, dunque, sarà inaugurata l’ultima galleria, Larìa, e rimarranno solo 9 cantieri fra Cosenza e Altinia.

 

Nei cantieri a cielo aperto si lavora incessantemente per non farsi cogliere impreparati quando il countdown segnerà la fatidica data. Dei 443 km di estensione complessiva, sono stati realizzati ben 355 km, per un totale di 53 interventi; gli ultimi lavori riguardano il macrolotto compreso tra Laino Borgo e Compotenese, per un percorso di 20,5 km nell’area del Pollino.

I attività sembrano ormai agli sgoccioli, tanto che il presidente Armani pensa già ai lavori di rifacimento della pavimentazione e della segnaletica verticale e orizzontale. L’obiettivo è il miglioramento della percorribilità, allo scopo di aumentarne comfort e sicurezza. Sono lontani i tempi in cui il problema principale era la costruzione di ponti o gallerie, quando i percorsi deviati superavano quelli terminati e ogni tratto appariva instabile e pericoloso.

Il nuovo progetto si chiama “Smart Road” ed offre l’accesso ad una serie di servizi tramite sistema wire-less con Wi-Fi “in motion”, alimentato da energie rinnovabili e da realizzarsi entro il 2020. Sulla Gazzetta ufficiale si legge che “l’obiettivo è di cambiare il concetto di strada classico, inteso come infrastruttura civile, portandolo a quello più moderno di strada di comunicazione e strada di energia”. Quella che per ben 82 anni è stata motivo di scherno, si appresta quindi a diventare una delle autostrade più moderne sul territorio nazionale nonché europeo.

Risultati immagini per salerno reggio calabria

Lo scorso 26 luglio, Renzi aveva partecipato all’inaugurazione del viadotto Italia a 4 corsie commentando così:”Ho sfidato le aziende a finire la grande opera. I giornalisti stranieri hanno riso sonoramente alla notizia. E io replicai: basta ridere dell’Italia. Oggi sono tornato qui, perché da oggi l’autostrada è tutta a 4 corsie, per la prima volta nella sua storia”.

Un’impresa ardua, quella promossa da Renzi che, in caso di vittoria, inciderebbe il suo nome nella storia; sono stati in molti negli anni a promettere date di fine lavori, quasi scatenando una lotta più sentita del totocalcio, e questi 36 giorni trascorreranno in un misto di speranza e disillusione: la speranza di non dover più leggere inquietanti cartelli gialli che impongono deviazioni o di non temere più corsie che si restringono improvvisamente, creando interminabili code.

Eppure, rimane la paura di vedersi sbeffeggiare dall’ennesima promessa di una politica che si diverte a scommettere su una scacchiera in cui le pedine sono per lo più inerti. Perché un po’ ci mancherà la segnaletica che recita “lavori in corso”, quella che strappava sempre una dovuta imprecazione e una domanda retorica:”Ma quanto durano, ‘sti lavori?”. Solo 36 giorni, a quanto pare.

Di Antonella Gioia