Roberto De Laurentiis (TRE): “Non corro per un seggio”

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Roberto De Laurentis, emblematica figura della politica trentina, è tornato a parlare a seguito delle polemiche che lo hanno coinvolto circa l’opportunismo che ha caratterizzato la sua carriera politica.

De Laurentis durante la conferenza stampa di presentazione del suo gruppo (TRE) ha dichiarato: “Il nostro movimento TRE non è un gruppetto di amici, ma è un cenacolo di mentalità e logiche diverse. La cosa ormai chiara è che TRE è stato indicato come appartenente al centrodestra senza nessuna mia dichiarazione al riguardo. Semplicemente io ho chiesto perché un uomo di destra come me non fosse stato invitato a parlare”.

“Successivamente Bisesti mi ha avvisato che ci sarebbe stato un incontro. Io non potevo partecipare, è andato un mio collaboratore il quale mi ha detto che avrei dovuto firmare un pezzo di carta nel quale c’era scritto cosa sarebbe successo in “cabina di regia”. Firmando, avrei potuto partecipare ai lavori della coalizione. Io ritenevo una sciocchezza firmare questa carta, per cui non ho dato nessunissima adesione al centrodestra, forse il centrodestra ha pensato che saremmo potuti correre con loro in nome della mia appartenenza.”

Proseguendo nella conferenza stampa Roberto De Laurentis ha poi precisato: “Al momento corriamo da soli, siamo gli unici che hanno esposto dei programmi. Qualcuno sta scrivendo le solite 500 pagine del libro dei sogni che non verranno mai realizzate. Noi invece abbiamo giocato molto sul Tre, che io credo possa essere un movimento che realizzi qualcosa di concreto. A noi non interessa arrivare a prendere un ruolo o una poltrona, a noi interessa fare. Noi abbiamo ragionato non tanto col centrodestra ma con altre persone, libere e di altra provenienza. Non certo dal centrosinistra, del quale non condividiamo né il programma futuro né le strategie del governo uscente.”

Concludendo l’ex presidente degli artigiani trentini ha voluto rispondere alle critiche mossegli contro da Maurizio Fugatti, ribadendo come la sua priorità non sia quella di avere un seggio ma quella di prendere in mano il Trentino con un amore e dedizione che fino ad ora è sempre mancata.