Salvatore Girone ritorna in Italia

Salvatore Girone ritornerà in Italia durante il periodo di arbitrato tra il nostro Paese e l’India. A confermarlo è la Farnesina che, in una nota pubblicata poche ore fa, si è espressa sulla vicenda del fuciliere di Marina che, insieme al collega Massimiliano Latorre (in Italia già da tempo, con un permesso speciale della Corte Suprema Indiana per gravi motivi di salute), è accusato dall’India di aver ucciso due pescatori al largo delle sue coste nel 2012, nel corso di una missione antipirateria.

Nonostante manchi ancora l’ufficialità, attesa probabilmente nella giornata di domani previa ordinanza emessa dal tribunale dell’Aja, la Farnesina ha già confermato l’anticipazione, suscitando note positive tra i cari del fuciliere e i suoi sostenitori che da sempre ne chiedono il rientro.

“Se la notizia è vera sono strafelice. È una notizia meravigliosa. Adesso devo sentire mio figlio e mia nuora per accertare se è vera”, è stato il primo commento di Michele Girone, papà del militare.

Di certo, la decisione del Tribunale dell’Aja ha tenuto – finalmente – conto delle richieste italiane, che chiedevano che il marò Latorre non venisse usato come “garanzia” dal governo indiano, ma che ci fosse rispetto e trasparenza durante tutto il processo di arbitrato internazionale. Rispetto e trasparenza che, secondo il governo indiano, non ci sarebbero mai stati da parte dell’Italia, “buona solo a creare ostruzionismo con petizioni e ricorsi alla giustizia indiana” secondo quanto affermava poco tempo fa Neeru Chadha, agente per il governo indiano.

Sempre l’agente, aveva ricordato quanto “l’Italia non può lamentarsi delle conseguenze della propria condotta”, aggiungendo quanto “dal punto di vista indiano, è quindi difficile individuare una circostanza che possa giustificare una nuova richiesta”, spiegando così “l’inammissibilità” della richiesta italiana di far tornare Girone in patria.

La sentenza quindi, che era passata in giudizio al tribunale dell’Aja, si è infine espressa, nella giornata odierna, invitando le parti a concordare le modalità del rientro del fuciliere in patria. Vittoria per l’Italia quindi? Solo temporaneamente. Di certo, questa volta, il fatto rappresenta un buon segnale per l’Italia, che in precedenza si era vista chiudere costantemente le porte ad ogni richiesta.

La Farnesina intanto, ci ha tenuto a far sapere quanto il nostro governo conti “su un atteggiamento costruttivo dell’India anche nelle fasi successive e di merito della controversia”, auspicandosi impegno reciproco e non l’ennesima chiusura. Una riflessione certamente corretta, visto che questo atteggiamento, da parte del governo indiano, è risultato spesso molto più “tendenzioso“ e “inammissibile“ delle semplici, – e più che legittime, vista la giurisdizione in merito al caso – richieste italiane, che finalmente vengono accolte.

Ci è voluto poco più di un mese. Era il 30 marzo quando la questione è passata in mano al tribunale internazionale dell’Aja. Oggi, per l’Italia e i suoi marò, si prospetta un processo decisamente più fattibile. Con Girone e Massimiliano Latorre finalmente in patria.

di Giuseppe Papalia

 

 

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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna dal gennaio 2018, è caposervizio della testata giornalistica Secolo Trentino dal novembre del 2016 e tirocinante presso il quotidiano L'Arena di Verona. E' laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi in sociologia delle comunicazioni di massa, dal titolo: "La comunicazione nell'era dello storytelling management: la narratologia nei media come strumento di controllo di massa". Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Editoria e Giornalismo, con curriculum in Relazioni Pubbliche.