Sarti (M5S): “Obblighi per i partiti ma non per piattaforma Rousseau? Rousseau è un’altra cosa rispetto al M5S”

Giulia Sarti, deputata del Movimento 5 Stelle e Presidente della Commissione Giustizia della Camera, è stata intervistata durante la trasmissione radiofonica “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Giulia Sarti ha dapprima voluto esprimere la sua opinione sui festeggiamenti in piazza: “Più che festeggiare, è un modo per lanciare altre iniziative. Sabato saremo in tutta Italia con i banchetti degli attivisti sui territori che racconteranno questa legge insieme ai parlamentari che riusciranno a partecipare. E’ importante fare le leggi, ma poi bisogna raccontarle, spiegarle ai cittadini. E’ molto più importante quello che c’è fuori dal Parlamento rispetto a quello che c’è dentro”.

Successivamente ha parlato dell’applicazione della legge anticorruzione: “Già con la Legge Severino e con il decreto 90, quando abbiamo iniziato a dare i poteri all’Anac, già quello è stato un percorso avviato. Anche all’interno della PA con la legge sul whistle blowing si sente di più l’attenzione sulla corruzione. Dopo gli scandali che abbiamo avuto, Mafia capitale in primis, c’è una sensibilità e un’attenzione maggiore da parte delle pubbliche amministrazioni. E’ una questione di esempi e di tempo. L’eccessiva burocrazia che abbiamo dovrà raccordarsi con la tutela del bene pubblico e quindi il fatto della prevenzione alla corruzione dovrà essere sempre un mantra per tutti”.

Proseguendo nell’intervista Giulia Sarti ha toccato anche lo spinoso tema delle polemiche sorte intorno alla legge:. “Sembra che nessuno abbia letto davvero questa legge. Ho sentito dire per mesi che stavamo introducendo la figura dell’agente provocatore, tutte fantasie, siamo alla fantascienza. Abbiamo inserito in realtà dei correttivi e delle garanzie molto forti. L’agente sotto copertura che noi stiamo introducendo nella PA è una figura che esiste già e che funziona benissimo per i reati di mafia e terrorismo. La guardia di finanza e le forze dell’ordine hanno delle sezioni speciali che si occupano dei reati contro la PA. Nessuno proporrà un nuovo illecito a qualcuno, se noi abbiamo delle pratiche che vanno avanti da anni in Comune perché dobbiamo accorgercene soltanto dopo, quando arriva la richiesta di scioglimento del comune per mafia. Nessuno provocherà un nuovo reato”.

Sulla riforma prescrizione invece ha ribadito: “E’ una scelta radicale che abbiamo fatto perché questo Paese non poteva più attendere, bisognava dare un segnale. La riforma della prescrizione è un po’ come la legge sul conflitto d’interessi, sono due cardini che hanno caratterizzato gli ultimi 25 anni, un’era che vogliamo scordarci perché sono state fatte troppe leggi pensando alla giustizia dei pochi e non a quella del Paese. Dopo tutto quello che aveva creato la legge Cirielli non si potevano più adottare soluzioni come quella della scorsa legislatura. Noi inizialmente volevamo sospendere la prescrizione dopo il rinvio a giudizio, ora dopo la sentenza di primo grado proprio per andare incontro alle proposte avanzate dall’esterno. Noi non volevamo accettare che la prescrizione dovesse essere per forza collegata alla durata del processo. La prescrizione non è certo quella che caratterizza il giusto processo. Per aiutare la magistratura abbiamo già detto: questo anno servirà per fare delle riforme per accelerare i tempi del processo penale”.

Concludendo Giulia Sarti ha parlato degli obblighi sulla trasparenza per fondazioni e partitima non per la piattaforma Rousseau: “E’ una polemica che non ha fondamento perché noi con gli emendamenti abbiamo sancito che questa legge si applica anche a noi. La piattaforma Rousseau è un’altra cosa rispetto al M5S, noi abbiamo sempre dichiarato chi ci finanzia la campagna elettorale e non è l’associazione Rousseau. Semmai è il M5S che finanzia la Rousseau per svolgere attività di carattere divulgativo e riguarda molti temi: dai rifiuti all’ambiente, alla Pa e alla prevenzione della corruzione. Ma non c’entra con quello che facciamo in Parlamento, non è l’organo del partito. Noi siamo sottoposti alla legge che abbiamo scritto come tutti gli altri”.