Sospensione Schengen: colpo di maglio austriaco all’Europa e all’Euregio

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La decisione di sospendere gli accordi di Schengen da parte del Governo di Vienna è un poderoso colpo di maglio nei confronti dell’Europa e di organismi fortemente voluti da questa come l’Euregio.

In questi ultimi anni abbiamo assistito alla prosopopea mediatica di valorizzazione dell’Euregio quale futuro organismo sovranazionale, come se di strutture e sovrastrutture burocratiche si sentisse la mancanza.

Ci è stato raccontato che questo ulteriore carrozzone potrà fornire servizi utili, supporto a programmi e mille altre mirabilie ai cittadini della Regione Trentino Alto Adige e a quelli del Tirolo austriaco.

In realtà molti hanno capito che si è voluta creare, con notevole sforzo economico, talvolta supportato dall’Europa –quindi sempre dai contribuenti-, un simbolo da utilizzare come specchietto per le allodole buono a giustificare la presenza di partiti locali che della gestione clientelare del potere Autonomo fanno il loro principale motivo di esistere.

Che si è voluto creare un ulteriore luogo di collocamento dei cosiddetti “trombati” di riguardo.

Che si è voluto creare un effimero quanto inutile ente, privo di vera identità se non quella vaneggiata da certi pseudostorici nostrani.

E la prova della inconsistenza del disegno la si è avuta in questi giorni allorquando il Cancelliere austriaco Werner Faymann, con un atto di pieno diritto e di assoluto buon senso ha deciso, unilateralmente di sospendere i trattati di Schengen difronte all’incontrollata e selvaggia immigrazione che sta attraversando l’Austria. Una presa di pozione che ha spazzato via in un solo colpo la stessa ragione di esistere dell’inutile orpello chiamato Euregio.

Senza sottolineare le conseguenze che il blocco delle frontiere potrà avere sui territori di confine Italiani e senza voler tracciare un parallelismo con l’inetto ed indolente atteggiamento del Governo italiano è di assoluto rilievo il fatto che la piccola Austria, spesso vista come poco più di un Land tedesco, alza la testa e rivendica la propria sovranità nazionale imponendo la propria decisione alla, solo apparentemente, onnipotente Europa. Lascia perplessi il fatto che il silente Governo italiano umilierà i propri cittadini costringendoli a vergognosi controlli alla frontiera alla pari dei sedicenti profughi.

Werner Faymann dovendo scegliere fra il bene del proprio Popolo e il burocratese buonista che la UE vorrebbe imporci, ha preferito il Popolo.

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