Spariscono 50 miliardi per i poveri

I quotidiani di servizio aprono oggi con la notizia fondamentale delle lacrime di mamma Renzi preoccupata perché il suo bambino bugiardissimo, nella veste di statista, sgridava il padre per la vicenda delle intercettazioni telefoniche.  Come se il pupo non sapesse che il telefono era intercettato. Ma se i giornalisti di servizio si dedicano ai drammi famigliari del leader del Pd, gli italiani dovrebbero invece occuparsi dei drammi personali e del Paese. I drammi che emergono dai dati ufficiali del governo e delle sue strutture. Dunque, mentre il lattaio Padoan ed il compagno presidente di Confindustria blaterano di ripresa italiana, il Pil del primo trimestre cresce solo dello 0,2%, nonostante due giorni lavorativi in più che avrebbero dovuto favorire un maggior incremento. Al netto dell’inflazione e della crescita dei costi per i migranti (che peggiorano la situazione economica ma drogano il Pil), la crisi è evidente. Ma c’è un altro dato ancora più significativo: negli ultimi 10 anni i poveri italiani sono triplicati mentre un quarto dell’intera popolazione italiana è a rischio povertà. E questo già si sapeva.

Ma ciò che forse sfuggiva è che spendiamo 50 miliardi all’anno per contrastare questa povertà. Con risultati inesistenti. Per ogni milione di euro investito, emergono dalla povertà 39 persone. È il record negativo mondiale nel rapporto tra spesa e risultato. Il fallimento delle mancette del bugiardissimo e di tutte le altre misure create e spesso dimenticate. In un Paese serio la magistratura proverebbe a scoprire dove finiscono questi 50 miliardi, chi li intasca. In un Paese serio l’opposizione si sostituirebbe alla magistratura, se questa si ostinasse a non voler vedere. In Italia l’opposizione preferisce occuparsi dell’immondizia non raccolta. Molto più facile, non richiede analisi. Che poi non si saprebbe dove pubblicare.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 377 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".