“Sui mezzi di trasporto in Trentino non ci sono quasi mai aggressioni”

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Sui mezzi di trasporto in Trentino non ci sono quasi mai aggressioni, la media di fatti contestati è pesantemente inferiore a quella nazionale. E’ questa la conclusione di quanto affermato dalla Giunta Provinciale del Trentino a replica di una interrogazione di Maurizio Fugatti. In questi ultimi anni vi sono, a parere della Giunta Provinciale, verificati una sessantina di casi, anche se va precisato che gli episodi considerati si riferiscono sia ai diverbi/colluttazioni tra utenti che ai diverbi/aggressioni verso gli autisti.
In particolare per l’anno 2016, risulta a parere della Giunta provinciale che gli episodi di “violenza” riferiti al servizio urbano in cui è stato coinvolto l’autista sono 4 e, gli episodi sui servizi ferroviari sono stati 2 e, nessuno per quanto concerne i servizi extraurbani, a fronte di circa 4000 corse/giorno tra servizi urbani ed extraurbani e ferroviari (circa 6 milioni di corse in cinque anni).

Sui servizi urbani, come ricorda la Giunta provinciale, è in via di completamento l’allestimento con videosorveglianza di tutta la flotta, come pure della “blindatura” del posto di guida; sui servizi ferroviari, come sopra precisato, per tutelare la funzione del capotreno vanno contemplate diverse misure a cura di Trenitalia, ivi incluse forme più organizzate di controlleria, in ipotesi da concentrare proprio nelle stazioni di terra (capolinea di partenza), quando il controllo sociale e il personale è più numeroso (l’episodio ultimo successo a Trento causato da un sedicenne ha avuto conseguenze modeste anche perché Polfer ha attivo un presidio permanente in stazione, reperibile all’istante), ferme restando azioni di presidio sul corridoio del Brennero rispetto all’ingresso da Verona di soggetti domiciliati nella città scaligera e diretti a nord.

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