Il terrorismo è un problema politico

“Non deve politicizzare la tragedia”. Bill de Blasio, sindaco di New York, ha intimato al presidente Trump di non approfittare della nuova strage compiuta da un terrorista islamico. Peccato, per l’italo americano, che questa sia una tragedia politica. Non è un fulmine che si è abbattuto su un gruppo di persone. Non è una esplosione improvvisa  di un vulcano. È un attentato politico, compiuto da un uzbeko che aveva la carta verde grazie agli errori dei sostenitori del politicamente corretto. Non un clandestino, ma un immigrato in regola.

D’altronde anche in Francia i terroristi erano quasi sempre figli o nipoti di immigrati, con regolare cittadinanza francese. Meraviglie dello Ius Soli. La fine dell’Isis non metterà fine agli attentati. Anzi, rabbia e frustrazione aumenteranno, facendo crescere i rischi di azioni isolate e, dunque, sempre meno contrastabili dalle azioni dell’intelligence. E solo qualche personaggio di scarsa cultura geopolitica ma con immagine sopravvalutata dai media di servizio può collegare il terrorista uzbeko alle strategie di Putin, nella convinzione che aver fatto parte dell’impero sovietico renda tutti uomini agli ordini del Cremlino.

La prossima volta il genio della geopolitica politicamente corretta spiegherà che le stragi in Somalia sono responsabilità di Alfano perché il Paese africano ha fatto parte dell’impero italiano o che le proteste in Venezuela sono organizzate da Madrid perché un tempo sull’impero spagnolo non tramontava mai il sole. Ma al di là delle pagliacciate delle tv di servizio, resta il problema di come affrontare i lupi solitari. Aver favorito la creazione del mare di allogeni in cui possono nuotare liberamente i terroristi non è solo un errore, ma un crimine. E procedere con lo Ius Soli rappresenta un crimine ancora maggiore, come si è visto in Francia e in Inghilterra. L’impossibilità di espellere chi è diventato cittadino anche se pregiudicato, non aiuta certamente la lotta contro chi inizia la strada verso il terrorismo. trump

Se poi si aggiunge il lassismo a senso unico della magistratura nei confronti dei crimini degli allogeni, il quadro diventa sempre più fosco. È un problema politico, checche’ ne pensi De Blasio.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 390 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".