Trento, Centri sociali: “Bisesti t’avessero abortito” Occupata la Provincia, insultato Cia

Un gruppo di membri dei centri sociali ha preso d’assalto nel tardo pomeriggio di oggi il Palazzo della Provincia al grido di “Bisesti pagliaccio esci dal palazzo” e ” Fascisti carogne tornate nelle fogne”.

SPAVENTATI COLORO CHE VOLEVANO ASSISTERE – Sono scene drammatiche quelle occorse intorno alle 18 di questo pomeriggio, quando un gruppo di anarchici forzando una delle porte d’ingresso del Palazzo della Provincia, ha fatto irruzione all’interno dello stesso provocando disordini e numerosi disagi. Notevole il problema per le numerose persone che non sono riuscite ad entrare e che sono attualmente arrabbiate per il diritto leso di prendere parte al Convegno, come riportato alla stampa (riportato fedelmente nei video sulla nostra pagina).

CENTRI SOCIALI INVADONO CON STRISCIONI E MANIFESTI – Gli esponenti dei centri sociali, una cinquantina circa, dopo essere penetrati all’interno del Palazzo hanno rapidamente preso possesso dell’intera struttura con urla e offese nei confronti delle autorità. Hanno affisso un manifesto sul rione interno alla scalinata e si sono interposti per bloccare l’accesso principale e anche il secondario. A rischio (come hanno riportato gli addetti ai lavori) anche le eventuali uscite di sicurezza precluse in caso di bisogno urgente.

ALLARME ANTINCENDIO – Dopo breve momento di penetrazione si sono attivati gli allarmi antincendio, che hanno suonato, ma il sistema è andato in tilt perché le uscite erano state forzate. Momenti di panico contenuti solo dal personale della Provincia.

PORTONI FORZATI E LACERATE LE PORTE SECONDARIE – L’azione sovversiva del gruppo è proseguita nel corso dei minuti con continui canti come “Bella Ciao” per arrecare il maggior disturbo possibile e impedire le comunicazioni. Dubbi sulla sicurezza poiché anche le Porte dei gruppi e della Presidenza sono state danneggiate e la porta esterna gravemente compromessa, sono intervenuti in supporto al personale della PAT anche la Ronda Atesina e le forze di sicurezza personale.



BIGLIETTI LANCIATI OVUNQUE – A scatenare le ire del gruppo di protesta il Convegno sulle tematiche di genere che si sta tenendo in queste ore. Da una parte i convenuti che non sono potuti entrare al Convegno e dall’altra la protesta. A suon di biglietti con le scritte: “Lega Bisesti e lascialo legato” nonché “Bisesti t’avessero abortito”. Le Forze dell’Ordine che sono immediatamente intervenute in supporto al gruppo della Sicurezza della Provincia sono la Guardia di Finanza, i Carabinieri e la Polizia. Sui cappelli dei Carabinieri suddetti bigliettini, in completo disinteresse da parte della Manifestazione del dovere di rispetto. I biglietti sono identiti ai precedenti della manifestazione della settimana scorsa.

NESSUN INCIDENTE GRAVE – Al momento non si registrano feriti anche se si sono susseguite numerose cariche fino alle 19.30 nel momento in cui sono intervenuti direttamente i politici a calmierare la situazione.

POLITICI IN PRIMA LINEA – A trattare con i manifestanti si sono presentati i politici più esperti, in prima linea Walter Kaswalder, seguito da Paolo Ghezzi. Entrambi hanno parlato con la mediazione delle Forze dell’Ordine per cercare di recuperare un momento di serenità.

INSULTI A CLAUDIO CIA – “Incredibile! A causa delle proteste di alcuni personaggi fuori dal Palazzo della Provincia mi è stato impedito di poter assistere all’incontro “#Donne e #Uomini. Solo stereotipi di genere o bellezza della differenza?” Nel momento di maggiore tensione un personaggio vicino ai sindacati mi ha elegantemente apostrofato così: “Invece di farti le seghe in Consiglio provinciale, prendi posizione contro sta roba!”. Diciamolo chiaramente: chi non rispetta la #libertà della persona, anche di fronte ad eventi che non sono di suo gradimento, non si può certo dire “democratico”!

AULA STUDENTI POSTA UNA NOTA CRITICA CONTRO LE FORZE DELL’ORDINE su Facebook qui

LAMENTANO IL MANCATO CONTRADDITTORIO – La principale causa di discussione una assenza delle comunità “Non Una di Meno” che hanno organizzato per questo un incontro identico (ma del parere opposto rispetto alle linee guida proposte in questa sede) al Muse, senza anche in quel caso un contraddittorio.

Redazione