Lo striscione anonimo di “Progetto Nazionale” con la scritta “Massoneria anticristiana, male del mondo” non ha scoraggiato le oltre 200 persone che ieri sera hanno riempito la sala del Grand Hotel Trento per l’evento “Massoneria, Massofobia”, in cui il giornalista Rai Raffaele Crocco ha intervistato il Gran Maestro del Grande Oriente Stefano Bisi ed il professor Claudio Bonvecchio.

Il tema della Massofobia risulta più attuale che mai, “nonostante noi massoni abbiamo dato un contributo fondamentale alla costruzione di questo paese ed alla stesura della Costituzione repubblicana, pagando anche con il sangue”, ha spiegato Bisi.

“Si veda la legge regionale Fava, approvata nei giorni scorsi dal Parlamento siciliano, secondo la quale eletti ed amministratori pubblici devono oggi dichiarare la loro appartenenza alla Massoneria. Perché alla Massoneria e solo alla Massoneria?”. “C’è poi la questione del contratto di governo che esclude i massoni dall’esecutivo – ha continuato Bisi -, ma vorrei vedere se Lega e 5 Stelle sarebbero disposti a lasciare a casa un ministro della Giustizia come Zanardelli, delle Telecomunicazioni come Meucci o costituzionalisti del calibro di Ruini solo perché massoni”.

Per il numero uno del Goi (Grande Oriente d’Italia) c’è quindi un pericolo per la democrazia, “perchè la storia si ripete seppure in modi diversi”, e quando nel 1925 la Massoneria venne colpita dal Fascismo, all’inizio sembrava un’azione diretta contro pochi, ma poi dopo venne il 1926 e furono chiusi i partiti, i sindacati ed i giornali”. “Al Grande Oriente – ha insistito Bisi – ci si avvicina con il certificato penale pulito e ciascuno è chiamato ad operare in modo integerrimo nella società. Anche dalla Commissione parlamentare antimafia non è uscito nulla”.

Massoneria quindi sotto tiro ma non disposta a cedere sui valori, aspetto questo sottolineato dal professor Bonvecchio per il quale il percorso iniziatico serve per cercare in se stessi le risposte alle molte domande e alle molte ombre, a costruire mattone dopo mattone un tempio interiore.

Tra il publico molti i giovani, spinti certamente dalla curiosità ma anche – lo si evinceva dalle domande – dal bisogno di trovare in un’epoca di dialettica violenta un ambiente di pace e di riflessione, un percorso che rimette al centro l’Uomo nelle sue potenzialità.
“La Massoneria è la speranza – ha affermato Bisi – perché chi si avvicina vive la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza, e migliorando se stesso vuole contribuire a migliorare l’umanità”.