“Meglio un giorno da leoni che cent’anni da pecora”, ha scritto il candidato alla Presidenza degli Stati Uniti per i Repubblicani, Donald Trump, stamane sul suo profilo Twitter. Una frase che potrebbe essere letta come una provocazione, ma che è stata da lui pronunciata solamente perchè suonava bene.

Twitter è la piattaforma social dove il magnate prestato alla politica si diletta nell’attaccare i suoi avversari, politici e giornalisti, e cerca conferme sul suo operato andando a retwittare, ossia a ripubblicare, gli attestati di stima nei suoi confronti. 

Gawker, un blog americano, nello scorso novembre aveva creato, allo scopo di tendere una trappola a Trump, un apposito account satirico dal nome @ilduce2016. Molti elementi facevano capire che si trattasse di una parodia, basti pensare che la foto profilo usata ritraeva il volto di mussolini con i capelli del magnate americano. Da subito è iniziato da parte di questi un duro lavoro volto al riconoscimento da parte dell’aspirante Presidente che è arrivato solamente oggi con la frase “Meglio un giorno da leoni che cent’anni da pecora“.

In molti hanno protestato sulla decisione di retwittare, e quindi di apprezzare, la frase che si riferirebbe a Mussolini. In molti si sono posti la domanda se gli statunitensi nel prossimo novembre eleggeranno o meno il primo Presidente “fascista” nella loro storia. Certo è che la frase, sebbene attribuibile al ventennio fascista, ha un’origine ben diversa.

Fagare_12Venne scritta su un muro nei pressi del fiume Piave prima della battaglia del Solstizio, uno scontro che rappresentò per l’Impero asburgico l’ultima possibilità di vincere la Grande Guerra contro l’Italia dei Savoia. Il clima che si respirava tra i soldati italiani in quelle ore non era certamente dei migliori: la disfatta di Caporetto ancora aleggiava nelle menti di tanti giovani che erano stati mandati a fare la guerra in nome del Re che voleva liberare le città di Trento e Trieste dal giogo austriaco. Un tentativo di risollevare il fragile morale era costituito dallo scrivere frasi patriottiche sulle vie che conducevano al fronte. A quella più nota che recita “O il Piave o tutti accoppati“, si aggiunge anche “Meglio un giorno da leoni che cent’anni da pecora“.

A Fagarè sorge un Sacrario dove sono sepolti molti combattenti di questa battaglia, tra questi un americano, il tenente Edward McKey, a cui lo scrittore Hemigway dedicò la poesia “Ucciso Piave – 8 luglio – 1918”, i cui versi sono scolpiti in una lapide. Negli USA comunque ci sono ancora dei riferimenti al fascismo soprattutto legato alle attraversate di Balbo nei primi Anni ’30 che hanno lasciato un’immagine del partito fondato da Mussolini nel 1919 diversa da quella che conosciamo in Italia. Donald Trump è stato criticato per la frase e solamente con il Super Martedì, appuntamento elettorale che determinerà il candidato forte per le rispettive fazioni politiche, si saprà se tale frase ha causato un danno alla sua immagine – anche se ciò è improbabile.

Michele Soliani

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