Bill e le verità di Trump

In queste ore i principali mass media mondiali stanno rilanciando la notizia della “brutta espressione” usata nel 2005 da Donald Trump, il candidato Repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, mentre privatamente faceva commenti volgari e sessisti. Trump diceva, tra le altre cose, che «quando sei famoso [le donne] te lo lasciano fare. Puoi fare quello che vuoi». Il video fu girato mentre il candidato repubblicano era con Billy Bush, conduttore televisivo e parente dell’allora presidente statunitense George W. Bush, e stavano andando sul set di Days of Our Lives, una soap opera statunitense in cui Trump doveva fare un cameo.

Una frase che per poco è costata la candidatura repubblicana alla Presidenza degli Stati Uniti e ha sollevato un caso diplomatico per il solo fatto che viene detta una triste verità. Di donne che si sono offerte per soldi o per potere ce ne sono sempre state – sia nell’antichità così come nella storia recente – in tutto il mondo. Anche l’Italia è stata negli ultimi anni coinvolta da storie – fortemente pubblicizzato da una certa stampa – che vedevano come protagoniste donne e cene eleganti, regali favolosi e cariche pubbliche.

Per rimanere nell’ambito della politica, negli USA la situazione non è molto diversa, con first lady che hanno dovuto sorbire i tradimenti dei loro mariti. Eccellente a riguardo è l’esempio che può fornirci Kennedy, grande amatore dimenticato dalla storia.

Anche il mondo dello spettacolo è pieno di donne – così come di uomini – che si sono “prostituiti” – detta alla Trump – per ottenere il successo. Ashton Kutcher è diventato un sex simbol e attore di punta a Hollywood per il suo matrimonio con Demi Moore, una donna più grande di lui di oltre 16 anni. Certamente sarà stato amore, ma anche comunioni di intenti. Il matrimonio tra Ranieri III di Monaco e Grace Kelly è stato un altro celebre esempio che ha permesso a un piccolo principato di diventare una forza economica sul Mediterraneo.

Offrirsi per soldi, potere o successo è del resto un argomento tabù fin dai tempi di Cleopatra. Questa si offri al conquistatore delle Gallie al solo scopo di succedere al padre al trono d’Egitto. Ottenne – offrendosi a Giulio Cesare – quello che desiderava. Stessa cosa avvenne con Marc’Antonio, brillante generale, che arrivò persino a donarle territori appartenenti a Roma. Non ebbe la stessa fortuna con Ottaviano, che – probabilmente pensandola come Trump – capì il suo gioco e la costrinse al suicidio. Se Hillary Clinton ci fosse stata anche a quei tempi avrebbe sicuramente accusato – assieme a una prepotente stampa progressista – il princeps di essere un sessista.

La soluzione migliore la ha comunque trovata il marito di Hillary, l’ex Presidente Bill Clinton. Bill non fa discorsi sessisti che umiliano le donne e fanno arrabbiare la candidata presidente sostenuta. Trump ha parlato di donne che vanno volontariamente con lui perché milionario e potente, il buon vecchio Bill invece, da sposato, ha approfittato della sua posizione per illudere una stagista e farsi offrire prestazioni sessuali.
Intanto Trump si è scusato come è nei suoi modi: «Erano chiacchiere da spogliatoio. Bill Clinton mi ha detto cose molto peggiori, giocando a golf. Comunque mi scuso se qualcuno si è offeso».

Donald,sii come Bill

Monica Lewinsky con Bill Clinton
Monica Lewinsky con Bill Clinton