INPS – Tutti pazzi per il #redditodicittadinanza

I Social Network potrebbero anche essere utili se fossero usati con parsimonia, ma in questi ultimi 10 giorni impazza la mania di scrivere sulla pagina INPS per avere informazioni sugli esisti delle pratiche del #redditodicittadinanza (@rdc). INPS il 16 APRILE scorso ha aperto una SEZIONE DEDICATA al #redditodicittadinanza per evitare malintesi.

INPS per la Famiglia scrive urgentemente: “#Importante #atuttigliutenti su FACEBOOK QUI In linea con quanto previsto dalla netiquette e dalla social media policy della pagina e in considerazione del grande interesse e impatto del #redditodicittadinanza e di altre misure a favore della famiglia, risponderemo solo a commenti inerenti agli aspetti tecnici delle prestazioni erogate da Inps. Cogliamo l’occasione per scusarci con quanti possano essersi sentiti toccati od offesi da alcune nostre risposte.”

Questo è accaduto in quanto la pagina era intasata di commenti (effettivamente il commento è libero e non è moderato se non pertinente) a scopo di bullismo e di derisione degli utenti.

QUESTA è LA SCHERMATA che vi si presenta per il PIN INPS e non altre, le altre sono (purtroppo) pubblicità che vi collegano a siti di viaggi e altre promozioni. Le schermate spia false sono colorate. Attenzione.

Vanno dette alcune cose: nei primi giorni le domande postate sul social oltre 50 mila commenti non erano tutte inerenti pratiche #rdc già in atto, ma molte erano curiosità. La gestione dei commenti è apparsa sulle prime formale, a tratti inadeguata, persone che probabilmente non erano pronte per una mole di lavoro di questo genere.

Va detto però che alcune risposte hanno lasciato perplessi:

  1. La raccomandazione a utilizzare il PIN INPS dando per scontate troppe cose, ad esempio che chi arriva sulla pagina di INPS trovi immediatamente l’accesso al #RDC – cosa che non è.

Hanno dato dell’ignorante a chi non sa usare il PIN e a chi non riesce a capire come funzioni, ma non è così. Poniamo il caso che una persona acceda da QUI perché ha già un PIN. Il suo accesso darà automatico. Ma possiamo provare a trovare il link, digitando su Google “PIN INPS REDDITO DI CITTADINANZA”. Per un problema di indicizzazione il link comparirà al NONO posto (manuale d’uso) e al DODICESIMO le Poste )per la consegna della carta servizio). Per un utente medio è impossibile accedere.

2. Gli utenti stanno bullizzando le persone che non capiscono le informazioni, prendiamo un post come esempio, per chiarificare il motivo per cui ogni persona posta la sua richiesta e non si accontenta delle informazioni generiche.

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3. Ma se tutto questo non fosse sufficiente ci sono poi i casi limite, come quelli in copertina, in cui INPS intercetta messaggi di persone che dichiarano di lavorare a nero, senza dire cosa fanno, dove e perché e INPS – che dovrebbe essere un ente rasserenante che invita a denunciare – invita invece a NON dire che si lavora a nero per non essere denunciati.

Non vanno esattamente così, le cose, non siamo in uno stato di Polizia, la risposta migliore sarebbe stata invece di dire alla signora che – poiché ha fatto outing per il figlio o per chi sappia lei – dovrebbe recarsi presso INPS per compilare meglio la richiesta di avere la contrattazione regolare al datore di lavoro e i precedenti maltolto.

4. A fronte di ciò la maggioranza delle risposte, pertinenti e esatte, che i Social Manager hanno dato all’utenza.

In uno Stato che volesse risolvere i problemi la soluzione sarebbe la mediazione, non certo la minaccia di denuncia. Peraltro senza in mano niente di vero e di concreto.

Apre così una nuova era, dei servizi pubblici social: non poteva che chiudersi con la verve e lo spirito italiano, che anche sulla tragicità riesce a trovare un motivo per sorridere, ancora, nonostante tutto.

A cura di Martina Cecco