Ugo Rossi abbandona il Politically correct pur di avvicinarsi all’elettorato della Lega

La questione del Genitore 1 Genitore 2 è circolata sui giornali e sulle bocche dei politici per mesi, se non anni. Evidentemente però non è arrivata agli occhi e alle orecchie del presidente della Provincia Autonoma di TrentoUgo Rossi.

Il consigliere provinciale della Lega Maurizio Fugatti, eletto il 4 marzo come deputato nel collegio uninominale di Pergine Valsugana, aveva presentato un’interrogazione riguardo la sostituzione del termine “Genitori” con “Responsabili” sul libretto scolastico degli alunni dell’Istituto Comprensivo Pergine 2.

L’Istituto comprensivo di Pergine 2 aveva optato per una rivisitazione in chiave moderna del libretto scolastico sostituendo il termine “Genitore” con “Responsabile”. Dalle parole della Dirigente Zanon pare che tale scelta sia stata compiuta seguendo quanto stabilito all’interno del codice civile che parla di “responsabilità genitoriale” sia per dovere morale verso coloro che non hanno i genitori sia per correttezza linguistica.

In risposta, l’Amministrazione provinciale – e dunque Ugo Rossi – ha dichiarato di essere a conoscenza che l’Istituto adotti questa dicitura ma successivamente afferma di non avere “evidenza del fatto che vi siano altri istituti che abbiano adottato la medesima dicitura“. Dimentica, però, che l’uso di “Responsabili” invece di “Genitori” significa in qualche modo sottrarre dignità e responsabilità alla famiglia.

Inoltre, l’Amministrazione ritiene “sostenibili” gli argomenti portati dalla Dirigente scolastica per sostenere questa sostituzione, in virtù anche del fatto che per legge provinciale gli istituti scolastici hanno libertà al riguardo. Tuttavia, si segnala che la valutazione di Fugatti e degli altri interroganti di sostituire il tutto con “il genitore o chi ne fa le veci” viene addirittura condivisa dall’amministrazione. Un mistero simile cambio di rotta, anche perché la Giunta provinciale poteva intervenire sulla materia ben prima dell’intervento di Fugatti, o quanto meno nei mesi precedenti.

Resta un solo dubbio: non è che Rossi stia cercando in qualche modo di non inimicarsi troppo il suo elettorato, che ha sostenuto la coalizione di centrodestra alle scorse elezioni politiche? Il mancato patrocinio al Gay Pride è stato solo l’antipasto di una conversione improvvisa da parte del Presidente della Provincia.