VERONA, 25 MAG – “L’università non sia ‘ostaggio’ dei gruppi estremisti. Non vorremmo che dietro la scelta di confermare in ateneo (rimandandolo) il convegno sui richiedenti asilo omosessuali si celino le pressioni di certe associazioni Lgbt: sarebbe un fatto grave e un precedente allarmante. A questo punto, se il convegno si vuol fare, si dia voce anche a chi la pensa diversamente, magari invitando chi, come Luca di Tolve, ha tolto il velo sul grande inganno che si cela dietro la propaganda omosessualista”.

Così il deputato e capogruppo della Lega in consiglio comunale a Verona Vito Comencini dopo che il rettore dell’Università di Verona Nicola Sartor ha annunciato che il convegno ‘Migranti e orientamenti di genere” sarà solo rinviato al 21 settembre, confermando che sarà l’ateneo ad ospitarlo. 

“Noi riteniamo che un’università sia libera quando racconta la realtà nella sua totalità, non solo quando dà voce a idee di parte, che hanno pure il sapore amaro della propaganda. Si racconti dunque anche l’altra faccia della medaglia e cioè che molti clandestini oggi utilizzano falsamente il paravento dell’omosessualità per ottenere più facilmente asilo, ancor più dopo che la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che gli Stati membri non possono sottoporre un richiedente asilo a test psicologici per verificare il suo orientamento sessuale. Si racconti inoltre il business che si nasconde dietro l’immigrazione clandestina e il becero interesse economico che si cela dietro i flussi in arrivo. Sarebbe grave che un ateneo con una storia plurisecolare come quello di Verona fosse strumentalizzato da qualcuno per ottenere visibilità e per perseguire interessi particolari”.

Ciononostante, già nella giornata di oggi, gli stessi organizzatori che avevano indetto l’evento – sospeso inizialmente dal rettore dell’Università degli studi di Verona – hanno ritenuto opportuno, nel tentativo di ribadire il diritto di libertà di espressione, tenere comunque il convegno dal titolo “Protezione Internazionale, orientamento sessuale e identità di genere” a Villa Bruni. 

Il convegno su richiedenti asilo e omosessualità.

Secondo gli stessi organizzatori, «si è ritenuto organizzare tale evento nello stesso giorno in cui si sarebbe dovuto tenere la giornata di studi presso l’Università di Verona, poi disdetta per i noti fatti di cronaca, – spiegano i promotori dell’iniziativa – al fine di ribadire il diritto di libertà di espressione in un tema così attuale e spesso negletto quale quello della tutela dei diritti fondamentali, e, nella specie, dei richiedenti protezione internazionale per ragioni connesse all’orientamento sessuale e all’identità di genere».