Ad Arco il sopralluogo del Sindaco alla Via Pacis

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Sopralluogo aperto al Consiglio comunale e alla stampa, nella mattina di giovedì 14 gennaio, al cantiere del costruendo centro internazionale dell’associazione Via Pacis, in via Monte Baldo, su iniziativa del sindaco Alessandro Betta, presente anche l’assessore all’urbanistica Stefano Miori. Onori di casa a cura dell’associazione, presenti tra gli altri il fondatore e presidente Paolo Maino, oltre al progettista, l’ingegner Giampietro Stagnoli. Presenti anche alcuni consiglieri comunali.

Il sopralluogo era in programma già da qualche tempo, ritardato da un viaggio in Colombia del presidente Maino, quindi da prima delle recenti polemiche sull’entità del contributo provinciale concesso all’associazione: «L’obiettivo era illustrare al Consiglio comunale le caratteristiche e gli obiettivi del progetto dell’associazione – ha spiegato il sindaco Alessandro Betta – e non rispondere alle polemiche sul contributo, che sono scoppiate solo negli ultimi giorni. A quelle non rispondo: attiene alla Provincia valutare le richieste di finanziamento, da parte mia posso solo dire che si tratta di un progetto importante per la nostra comunità, che l’Amministrazione sta seguendo da oltre due anni, per dare risposte concrete e rapide ad un’associazione dalla meritoria attività, e che implica anche, grazie allo strumento della perequazione urbanistica, importanti benefici per l’Amministrazione e dunque per la comunità di Arco».

L’associazione, infatti, ha accettato di cedere a titolo gratuito al Comune di Arco una parte del terreno (poco meno di 2.000 metri quadrati), per realizzare un’area verde, l’allargamento della viabilità (con due nuove rotatorie) e un tratto di nuova ciclopedonale.

L’ingegner Stagnoli ha illustrato il progetto, modificato e ridotto rispetto all’inizio: l’edificio è su tre piani, di cui uno seminterrato per limitare l’impatto paesaggistico; nel seminterrato troveranno posto una sala convegni da 200 posti e una sala di registrazione musicale (l’associazione ha una Corale composta da una cinquantina di elementi che si esibisce in Italia e all’estero) e i laboratori per le attività giovanili; al piano terra le sale per l’attività di formazione e alcuni appartamenti per gli ospiti internazionali (che attualmente devono essere ospitati in strutture ricettive); e al primo piano gli uffici e l’appartamento del custode. La sala convegni e la sala di registrazione saranno a disposizione delle associazioni e della cittadinanza, con modalità ed eventuali costi da stabilire.

In merito alle polemiche sull’entità del contributo provinciale, 1,2 milioni su circa 3 del costo complessivo, il presidente Maino ha spiegato che l’associazione si è limitata a inoltrare la richiesta, secondo le norme in vigore, nel novembre del 2014, ottenendo risposta solo di recente.

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