VOGLIONO ARRESTARE LA “PITONESSA”

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Il pm di Milano ha chiesto un mese di arresto e cento euro di multa a Daniela Santanchè, accusata di non aver inviato, secondo le modalità dovute dalla legge, “formale comunicazione” al Questore in merito allo svolgimento di una manifestazione. Alla parlamentare del Pdl – Forza Italia, che si è presentata al processo per rendere esame con la doppia veste di imputata e parte offesa, è stato contestato dal pm, in questo caso un viceprocuratore onorario, di essere stata “promotrice”, come leader del Movimento per l’Italia (da lei fondato un anno prima),della manifestazione, alla quale hanno partecipato 10/20 persone, che riguardava l’uso da parte delle donne mussulmane del burqua, abito da lei ritenuto anche in aula “una prigione portatile”.

Daniela Santanchè si è difesa affermando che aveva avvertito “personalmente, chiamando dalla mia auto con il mio cellulare, il Questore”. Una telefonata che nei fatti annunciava il suo arrivo al presidio con la sua scorta ma, a parere del magistrato, non rientra nelle modalità volute dalla norma. La procura non ha concesso le attenuanti generiche. Stesso trattamento anche all’egiziano, anche lui a processo, che aveva sferrato un pugno alla “Pitonessa” facendola svenire e causandole una prognosi di venti giorni. Daniela Santanchè, davanti al giudice, ha ripetuto la versione che ha sempre dato della vicenda. Ha sostenuto ancora una volta di essersi recata nel luogo oggetto dell’aggressione per verificare l’effettiva applicazione della “legge dello Stato Italiano” che vieta l’uso di andare in luoghi pubblici con il volto coperto, poiché aveva visto “decine di donne con il burqua”, ne nacque una accesa discussione finita con il duro “KO” subito. In Aula si tornerà il 2 dicembre, giorno in cui si saprà il suo destino. In caso di condanna, questa avverrà un anno dopo quella del compagno, Alessandro Sallusti. Scherzi del destino. Michele Soliani

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