WC Badge: Sociologia non è un cesso pubblico: tutto il resto fuori

Sociologia è una nota Facoltà di Trento che si trova oggi al centro di uno scandalo enorme. La Facoltà di Sociologia è sempre stata “avanguardia e cartina tornasole”: si pensi ad esempio che a pochi anni dalla sua fondazione è stata la culla del pensiero delle Brigate Rosse, ospitando personaggi del peso storico di Alberoni e di Rostagno. Raramente la Facoltà di Sociologia di Trento è indietro culturalmente parlando. Si pensi che ad esempio è stata tra le prime a ospitare gli studi di giornalismo moderno sociale, che ha curato i seminari sulle malattie alimentari e da dipendenza dal gioco di azzardo e dal web. Chi la frequenta – anche se può avere idee opposte a molti – rappresenta comunque una specie di avanguardia. Sono pochi i professionisti del sociale e della comunicazione o dell’insegnamento e del marketing che non abbiano frequentato almeno uno o più corsi in questa Facoltà.

Sociologia è diventata una scuola internazionale e moderna, senza essere pronta. Si possono frequentare anni di corso interi ragionando del più e del meno quasi od esclusivamente con studenti stranieri, ad esempio, cosa molto rara, ma specialmente unisce tantissime regioni, perché gli studenti provengono da tutta Italia: le porte sono sempre aperte, in realtà pochi studenti la frequentano a tempo pieno. Non è certamente il Dipartimento di Ingegneria, per capirci. IL SITO QUI

Ci consoli solo sapere che secondo il Dipartimento Studi sociali del Texas due studenti universitari americani su cinque utilizzano droghe, mentre secondo il Ministero della Salute statunitense è errato parlare di eroina se non si parli di mix di droghe, poiché – se è falso che chi usa i cannabinoidi passa all’eroina – è vero che chi utilizza eroina usa anche droghe differenti di minore impatto. Secondo gli studenti (americani) il motivo per cui quando frequentano le scuole superiori e universitarie cadono nel tranello delle droghe è la distanza da casa: senza proibizionismo genitoriale la scuola diventa (nel College e poi a seguire) un’area protetta di difesa per patrocinare pratiche discutibili tra cui: sesso e violenze, alcol e droghe.

Il fenomeno però dell‘Happy Hour (birra e alcool) che vede studenti spaccati in età di matrimonio e procreazione strisciare sui marciapiedi di Trento e biascicare fuori dai locali cittadini (o di fronte a improbabili mense domestiche con cartoni da discount degni del migliore rave) è tollerato. Eppure fa più danni un alcolista che un fumatore di spinelli, sia chiaro.
Non disgusta quindi la maggior parte della cittadinanza vedere gente che è mantenuta dalla Provincia scialacquare il patrimonio dei cittadini in birra, piuttosto che in libri, perché alla fine in mezzo c’è l’interesse della città che sugli studenti universitari ha costruito un impero bello e buono, spillando loro più soldi di quanto loro spillino a noi che paghiamo le tasse qui.

Diverso però vedere che Sociologia oggi è citata alla pagina “criminalità”. La Facoltà di storica memoria che distingue Trento da una qualsiasi altra cittadella per studiare è causa di un enorme scandalo: Badge per l’uso dei bagni a causa di sospetta attività di spaccio e verificata attività di consumo di droghe.

Presidiando nei mesi scorsi la Facoltà, per altri motivi, è saltato all’occhio subito che – prima e durante gli orari del pranzo – il via vai delle persone che dalla porta di accesso vanno in area living e viceversa è coomposto non solo da studenti, ma anche di altre persone, brutte, trasandate, sporchigne e francamente poco rassicuranti.

Premesso questo la considerazione della prima nota è d’obbligo. Sociologia è una Facoltà, il valore immenso dello studio è incalcolabile, gli studenti sono il migliore patrimonio che esista, studiare è un fatto importante, una cosa molto seria.

Gli studenti hanno dei genitori, non tutti genitori sono ricchi o borghesi, alcuni possono essere disoccupati, altri possono essere proletari, operai, mamme che svolgono la umile ma utilissima mansione della donna delle pulizie, padri che nelle ditte di pulizie scalano vetrate per pulire le pubbliche strutture. Un servizio che deve essere pagato almeno 15 euro lordi orari, per un netto tra i 9 ed i 10 euro in busta paga.
Quelle persone puliscono anche i bagni delle Università, anche di Sociologia, perchè tranne “Re Mida” che la faceva d’oro per tutti gli altri da Donald Trump a Renato Curcio, il cesso è uno di quei beni indispensabili per vivere.

Una mappa Europea spiega che – sia dagli UK che dalla ex URSS arrivano nelle Università delle “smart drugs” che fanno presa quasi esclusivamente su studenti universitari e su persone alla prima esperienza lavorativa nel settore della comunicazione e delle vendite. Un danno enorme, ai portafogli dei genitori e anche al cervello degli studenti e dei giovani. Tra le nazioni in rosso, cioè in allarme, c’è anche l’Italia.

Ecco perché credo che – con l’entità delle tasse pagate dai paganti e pagate dalla Provincia per i meritevoli – sia giusto che il lavoro di quelle donne – mamme di tanti studenti trentini che sono lì per studiare e non per entrare in contatto con le droghe – sia dedicato a chi paga il servizio. Quindi ben vengano i Badge per chi usa i bagni di Sociologia, e tutto il resto fuori.

Di Martina Cecco