E’ morto Paolo Villaggio, al secolo Fantozzi

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E’ morto Paolo Villaggio, attore, comico, scrittore, sceneggiatore e doppiatore italiano.

Interprete televisivo e cinematografico di personaggi legati a una comicità paradossale e grottesca, come il professor Kranz e il timidissimo Giandomenico Fracchia, è noto al grande pubblico per la creazione letteraria e la seguente trasposizione cinematografica (in dieci pellicole) del ragionier Ugo Fantozzi. All’attività comica fa eco quella di scrittore, cominciata proprio con un libro su Fantozzi, al quale seguiranno altri otto sul ragioniere, e altri libri di carattere satirico.

Ha recitato in parti più drammatiche, partecipando a film di registi come Federico Fellini, Marco Ferreri, Lina Wertmüller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli. Nel 1992, in occasione della 49ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera. Nell’agosto del 2000 gli viene assegnato al Festival del cinema di Locarno il Pardo d’onore alla carriera.

Il personaggio creato da Paolo Villaggio più noto è Fantozzi. Secondo il critico Riccardo Esposito, il personaggio rappresenta l’archetipo dell’italiano medio degli anni settanta, medio-borghese dallo stile di vita semplice (niente laurea, lavoro da impiegato, casa in equo canone) con le ansie e le “perversioni” di un’intera classe di lavoratori: probabilmente in tutti gli uffici è esistita una seduttrice un po’ doppiogiochista come la signorina Silvani, un capo esigente o un collega arrivista, molti sono andati in giro su una vecchia utilitaria come la Bianchina di Fantozzi, ma soprattutto tutti abbiamo almeno una volta pensato di essere perseguitati dalla sfortuna.

La sua famiglia, unico rifugio dalle angherie di una società che non lo riconosce come membro effettivo se non per sfruttarlo, è composta da una moglie insignificante e bruttina che non lo ama ma al massimo lo stima e lo compatisce e prova per lui sentimenti di sufficienza, e da una figlia ottusa e dall’aspetto scimmiesco e orripilante.