GRAZIE ANITA! IN MORTE DI ANITA EKBERG

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È davvero difficile pensare come un’icona del cinema dell’immediato dopoguerra possa morire malata, sola e povera in una casa di cura dei Castelli Romani. Invece questa è stata la sorte riservata ad una grandissima diva quale Anita Ekberg, la biondissima che faceva sognare un’Italia non abituata a capelli dorati e lunghi.

Miss Svezia nel 1950; inizia da lì la sua carriera cinematografica ma solo nel nostro paese raggiungerà il grande successo grazie ad un regista di alta caratura, stiamo parlando di Federico Fellini.
In quegli anni in cui si assiste ad una rinascita della società Italiana, c’è voglia di crescita e lui decide di osare mostrando, nonostante le varie censure e le spaccature della chiesa nonché di una politica che riusciva a far apparire ancora una morale che in realtà cominciava a vacillare. Nel suo capolavoro ‘La dolce vita’ mette in luce una Roma che non tutti vogliono mostrare.

Vicino alla statuaria attrice troviamo Marcello Mastroianni nei panni di un giornalista romano che si occupa di gossip, un personaggio cinico e disincantato che oggi ritroviamo nella nostra realtà attuale, non credo che sia lontano da questa figura un Fabrizio Corona di oggi, a dimostrazione che un certo modo di fare giornalismo scandalistico esista da sempre ma censura e condanne hanno pesi e misure diverse a seconda di chi si va a toccare.

Ritornando al film è qui che viene consacrata l’attrice, tutti ricordiamo la sensuale e certamente per i tempi passati, spinta scena quando l’attrice s’immerge dentro la famosa Fontana di Trevi, monumento sicuramente già noto per opera del Bernini ma sicuramente oggi visitato dai molti turisti anche per la fotografia che la pin-up ha lasciato, come un sogno nelle menti di chi ama bellezza armonia e fascino femminile. Molte le pellicole girate negli anni a seguire dall’attrice che avrà come residenza sempre l’Italia.

Nonostante la sua bellezza sfiorisca abbastanza precocemente rimane tra quelle donne che non hanno paura di mostrare proprie rughe, perché lei stessa dice: ogni età a le sue fasi e vanno vissuti i cambiamenti. Purtroppo la vita privata di Anita rimane discutibile ma di certo gli si perdona il fatto di non aver avuto cura di se stessa cadendo più volte nel baratro dell’alcolismo, ciò non l’ha protetta e l’ha portata a vivere una vecchiaia non dignitosa come ogni grande artista dovrebbe trascorre. Numerosi i suoi appelli per le difficoltà economiche alle varie associazioni e categorie, qualcuno ha risposto organizzando raccolte fondi con eventi a lei dedicati.

Oggi rendendole omaggio di certo come italiani dobbiamo ringraziarla perché con il suo maestoso aspetto ha incorniciato una parte di storia cinematografica italiana che ancora oggi rimane attuale, per non parlare di quanto ha dato all’immagine di Roma spesso condannata ma pur sempre e per sempre amata da noi e ovunque.

Di Gabriella Lippi

 

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