James Bond, dai romanzi ai film, l’agente segreto inglese più celebre al mondo.

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La recente scomparsa di Roger Moore, uno dei più grandi attori a vestire i panni dell’agente segreto inglese 007, ci ha resi tutti un po’ nostalgici. Divenuto celebre al pubblico per la sua trasposizione sul grande schermo, il personaggio di James Bond è, in realtà, nato dalla penna dello scrittore inglese Ian Fleming.  Per “sfuggire alla noia coniugale” Fleming era solito ritirarsi nella sua tenuta in Giamaica ogni anno per due mesi; è proprio qui che scrisse 11 romanzi con protagonista James Bond, successivamente “passati di mano” ad altri scrittori che ne hanno continuato le avventure producendo una vera e propria saga dedicata all’agente segreto con licenza di uccidere più famoso al mondo.

L’idea del personaggio gli viene probabilmente dalla sua stessa esperienza personale. Fleming è di origine aristocratica, ha ricevuto un’ ottima educazione al prestigioso college di Eton, in cui si è distinto per le sue doti sportive, ha lavorato come giornalista per il Times ed ha servito nell’esercito durante la seconda guerra mondiale. Una vita degna di un racconto di spionaggio quella dello scrittore inglese che, come il suo alter ego romanzesco, nutre un’eccessiva passione per le sigarette e l’alcool. Morirà nel 1964 per un infarto, due anni dopo l’uscita del primo film di Bond e quindi dopo aver appena assaggiato il successo della sua invenzione.

La fortuna dei romanzi di Fleming, infatti, arriva solo quando nel 1962 due produttori cinematografici inglesi, Albert Broccoli e Harry Saltzman, fondatori della EON Production, decidono di adattarli per il grande schermo. La scelta si rivelerà vincente, complice anche il boom culturale che stava vivendo la Gran Bretagna negli anni ’60, e che investirà anche il cinema inglese, divenuto in quegli anni meno conformista. Il genere spionaggio, dunque, si rivela un prodotto in sintonia con questi cambiamenti, in grado di accontentare un vasto pubblico grazie alla combinazione di azione, avventura e, soprattutto, belle donne : le famose e indimenticabili Bond Girls, presenza puntuale in ogni film di James Bond.

Per il primo film, 007-Licenza di Uccidere, viene scritturato un allora sconosciuto Sean Connery, che vestirà i panni dell’agente segreto inglese per i successivi 4 film. Il successo è immediato, come dimostrano gli incassi al botteghino e il fatto che la frase “Bond, James Bond” è diventata un mantra per tutti gli appassionati. Sean Connery contribuisce con la sua interpretazione a definire il personaggio di Bond, che incarna lo spirito tipicamente british: carisma, eleganza e seduzione.   

Dopo il primo esordio di Connery nel ruolo di James Bond, si sono succeduti molti attori che hanno prestato il volto all’agente segreto inglese. Nel 1973 subentra infatti il recentemente compianto Roger Moore, altra testa di serie per la saga nonché il più longevo dei Bond, con ben 7 interpretazioni a suo carico, tra cui Moonraker-Operazione Spazio, Bersaglio Mobile e Vivi e lascia morire, che vanta addirittura la colonna sonora di Sir Paul McCartney.

Sebbene i primi due James Bond contribuiscano a creare il mito dell’agente segreto, la parentesi Timothy Dalton, che interpreta il ruolo dall’ ’87 all’ ’89, rivela i punti deboli di una serie che ormai ha bisogno di essere rinnovata. Ci pensa l’arrivo dell’irlandese Pierce Brosnan nel ruolo di James Bond, che con la sua innata fisicità ricorda molto il Bond di Sean Connery. Sebbene la formula rimanga la stessa, cattivo da sconfiggere, esplosioni,  belle donne da sedurre, il primo film di Brosnan, Goldeneye, segna una svolta rispetto ai precedenti. È qui, infatti, che entra in scena una strepitosa Judie Dench nei panni di M, il direttore dell’ MI6, l’agenzia segreta del governo inglese.  Il passaggio di testimone riesce. Il nuovo Bond eredita tutto quello che c’era di buono nei precedenti ma rinnova e rinfresca una serie che rischiava di venire a noia.

Si giunge così all’ultimo capitolo della saga, che vede per ben quattro volte l’attore britannico Daniel Craig nei panni di un giovane 007. Con Casino Royal, il primo romanzo di Fleming, si riparte da zero. La scelta è in linea con le precedenti , il Bond di Craig è austero, affascinante e immancabilmente molto british, ma anche giovane e inesperto, caratteristiche che lo porteranno a commettere diversi errori nei film e che lo differenziano dai precedenti 007 di gran lunga più esperti e maturi. Gli effetti speciali per gli ultimi film di Bond segnano un definitivo balzo in avanti, e i gadget messi a disposizione dall’agente Q fanno gola a tutti gli appassionati del genere. Con l’era Craig si ha un reboot della serie e una certa continuità tra un film e l’altro, trovando così un leitmotiv che rende la storia ancora più avvincente.

Da quando il cinema ha scoperto la forza dei sequel e dei prequel, non è mai tornato indietro. James Bond non fa eccezione. La serie di film prodotti da Albert Broccoli ha visto nel tempo il consolidarsi di un vero e proprio brand, che ha fatto del personaggio di James Bond ideato da Fleming un prodotto vincente. Sono stati  6 gli attori responsabili di aver portato sul grande schermo per oltre 50 anni l’agente segreto inglese più conosciuto al mondo. Una legacy che non ha eguali e che fa di James Bond uno dei ruoli più ambiti nel panorama cinematografico. Meritano, poi, una menzione speciale le riuscitissime colonne sonore che puntualmente accompagnano l’uscita dei film, come la recente Skyfall di Adele che è addirittura riuscita ad accaparrarsi la statuetta d’oro tanto ambita. Che piaccia o no, la serie dedicata a James Bond è qui per restare. Ultime indiscrezioni danno di nuovo Daniel Craig nel ruolo, nonostante lui abbia più volte ribadito il desiderio di voler riporre la pistola. Nonostante l’incognita su chi sarà al volante della famosa Aston Martin, quello che è certo è che ci sarà sempre un prossimo James Bond.