Roger Moore e Sen Connery: due 007 a confronto

0
42

Il pregio dei film su James Bond è l’essere iconici del periodo in cui sono stati rilasciati nelle sale cinematografiche. Ogni film, pur prendendo spunto dai libri scritti da Ian Fleming, aveva come risultato della somma di ambientazione, costumi, musiche e scelte attoriali una pellicola che dà ancora agli spettatori l’immagine e il “gusto” delle avventure di James Bond.

I film con Sean Connery? Hanno una certa patina d’eleganza che ha definito il classico agente segreto galante, astuto e forte. I film con Daniel Craig? La capigliatura bionda e sceneggiature più “action” hanno portato i suoi film a un pubblico ormai avvezzo a spie, complotti e piani malvagi. I film con Pierce Brosnan? Pellicole senza più legami con i libri di Fleming, ma il cui carisma deriva dalla presenza scenica e fisica dell’attore.

James Bond è l’agente segreto: la potenza visiva propria del medium cinematografico, l’interesse delle persone per questo tipo di storie e le capacità espressive proprie di tutti gli attori che l’hanno interpretato hanno saldato l’immagine comune dell’agente segreto con le azioni che James Bond compie.

Fra gli attori che hanno impersonato il più famoso agente a servizio di Sua Maestà Elisabetta II, v’è Roger Moore. Per ben sette volte ha vestito i panni di James Bond: dal 1973 al 1985 fino all’età, non più giovane, di 58 anni.

Nella serie degli attori che hanno impersonato 007, Moore è il terzo, venendo dopo George Lazenby e Sean Connery. Se Lazenby interpretò un solo film (più per le critiche ricevute sulla sua interpretazione che per il successo effettivo del film, Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà), Connery e Moore possono essere accomunati dal numero di pellicole girate e di anni passati a interpretare 007.

Dal 1962 al 1967 Connery interpretò consecutivamente James Bond nei primi cinque film della serie. L’abbandono del personaggio, che Connery voleva definitivo, fu disatteso temporaneamente nel 1971 con Agente 007 – Una cascata di diamanti, un film di enorme successo (oltre 40 milioni di dollari all’epoca, molti destinati al suo cachet).

Anche i film precedenti avevano soddisfatto molto il pubblico e ottenuto ragguardevoli incassi. I produttori, Albert Broccoli e Harry Saltzman, non avevano intenzione di far morire il franchise, ma il problema del protagonista era urgente.

Qui entra in scena Roger Moore: il 45enne attore britannico fu scritturato per il film del 1973 Agente 007 – Vivi e lascia morire. Fino al film del 1985, 007 – Bersaglio mobile, Moore diede la sua personalissima impronta al personaggio creato da Fleming, un’ironia tipicamente british ma mai disgiunta da un certo tono, rielaborando a beneficio degli spettatori ciò che aveva creato Connery anni prima.

I due attori non hanno mai recitato insieme in un film dedicato a James Bond, ma nel 1983 rischiarono di “scontrarsi” al botteghino. La storia parte nel 1959, quando Kevin McClory, produttore e sceneggiatore inglese, collaborò con Fleming per la sceneggiatura basata sul libro Thunderball. Non si arrivò, però, a girare un vero e proprio film:la rinuncia alla regia di Alfred Hitchcock e l’uscita anticipata del libro di Fleming bloccarono il progetto.

McClory citò legalmente Fleming, ottenendo che i diritti editoriali restassero al secondo e quelli cinematografici al primo. Nel 1961, Broccoli acquisì i diritti su tutti i libri di Fleming, iniziando a progettare possibili adattamenti per lo schermo. Il primo film fu tratto dal libro Dr. No, e s’intitolò Agente 007 – Licenza di uccidere.

Il successo, come detto, incoraggiò produttori e case cinematografiche, rendendo Sean Connery un attore apprezzato anche se parte della critica sembrava mortificare il tipo di azione presente nei film di James Bond. Alla lunga, l’unico forse ad essere scontento era lo stesso Connery.

Paradossalmente nel 1969 accadde ciò che accadrà con Moore nel 1981: sia questi che Connery iniziavano a dubitare del personaggio di 007, preoccupati di diventarne schiavi e di non liberarsene più. Ma i destini dei due attori dovevano, almeno per un’ultima volta, essere legati a James Bond.

McClory, dopo anni di tentativi, riuscì, proprio nel 1981, ad avere i finanziamenti per realizzare il suo film basato su Thunderball. Broccoli dapprincipio non se ne preoccupò; ma quando seppe che Connery sarebbe stato il protagonista del film di McClory, intitolato Mai dire mai, temette che gli spettatori considerassero il “vecchio” Bond alla stregua di quello canonico.

Mai dire mai, però, non è considerato, nonostante la presenza di Connery, come un film della serie canonica di James Bond. In questo caso, è Moore a fregiarsi del titolo di “007 ufficiale“, giacché protagonista di un film prodotto da Broccoli, unico possessore dei diritti cinematografici sui libri di Fleming.

Le audizioni per sostituire Moore erano anche iniziate, ma Broccoli volle riavere l’attore britannico almeno per un’ultima volta, contrastando il “tradimento” di Connery.

Octopussy – Operazione piovra (con Moore) Mai dire mai ebbero quasi il medesimo costo (27 milioni il primo, 36 il secondo) e incassarono molto entrambi. Inizialmente entrambi i film sarebbero dovuti uscire nel giugno 1983, ma i produttori di Mai dire mai differirono a ottobre la distribuzione della loro pellicola (per la quasi contemporanea uscita de Il ritorno dello Jedi).

Chi fu il vincitore fra Moore e Connery? Entrambi gli attori recitarono magnificamente, ma molendo essere pignoli, il film con Moore protagonista ebbe incassi leggermente più alti rispetto al film di Connery, ma è questione quasi di lana caprina rispetto a due film che hanno contribuito moltissimo a rendere James Bond per quello che è ancora oggi: un mito.