Pizza, mafia e mandolino: l’Italia di Netflix

0
23

La prima produzione italiana del colosso Netflix è “Suburra”. Immancabile l’idea di Italia pizza mafia e mandolino. Criminalità e politici corrotti. I giornali di servizio nostrani ci raccontano meraviglie sulla produzione culturale dell’Italia di oggi (meraviglie sempre realizzate dagli amici degli amici), ma il resto del mondo non si accorge di questi nuovi capolavori, di questi novelli Dante o Michelangelo. E ci ripropina la solita immagine di Italia criminale e inaffidabile.

D’altronde, al di là delle dichiarazioni ufficiali e di comodo, non è che la produzione televisiva italiana stia conquistando e travolgendo il mondo. Mentre un numero crescente di Paesi si sta lanciando nel settore televisivo e cinematografico per presentare nuove immagini della propria realtà. Soft power che ha sempre visto in prima fila gli Stati Uniti e che ora assiste al rafforzamento del soft power indiano, cinese, arabo. La Francia si è sempre difesa, l’Italia si è sempre rassegnata alla dominazione straniera. Perché l’alternativa avrebbe comportato investimenti e idee. Meglio, allora, proseguire con i soliti attori che piacciono solo ai produttori ed alle loro amichette, meglio continuare con serie TV che – quando vengono piazzate all’estero – vengono trasmesse a tarda notte. Meglio, soprattutto, proseguire con l’immagine stereotipata della pizza, mafia e mandolino. Oppure con noiosissime produzione zerbinate dedicate a qualche potente di turno.

La colonizzazione passa anche e soprattutto attraverso questi interventi nel settore dell’intrattenimento e della cultura. In radio solo musica americana, al cinema e in tv film americani, ma in tv anche format di programmi identici in ogni parte del mondo. Scelte che piacciono alla sinistra globalista e che sostiene il meticciato. Scelte che, in teoria, non piacciono alla destra identitaria. Peccato che questa destra abbia sempre come campione il padrone di Mediaset e, dunque, uno dei maggiori responsabili di questa situazione. Peccato che questa destra, quando ha governato, non abbia fatto nulla per cambiare il vuoto culturale della Rai. Peccato che questa destra, come raccontato da Baldoni nel suo ultimo libro sull’arcipelago missino e paramissino o postmissino, abbia cancellato tutte le esperienze di radio alternative del proprio mondo. Una destra da case a Montecarlo è perfettamente allineata con le serie tv di Netflix

Rispondi