“Anticipazione della meraviglia” il nuovo evento del Teatro di Villazzano

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Dal 22 febbraio al 4 marzo si terrà il Festival di Teatro e Scienza denominato Teatro della Meraviglia, dopo il grande successo della prima edizione del 2017. Organizzato da Teatro Portland, Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Trento e Opera Universitaria di Trento il festival si terrà presso il teatro Sanbàpolis.

Ma qualche giorno prima, nello specifico giovedì 15 e venerdì 16 febbraio, avrà un’anteprima, che si svolgerà presso il teatro di Villazzano, intitolato Anticipazione della Meraviglia. Due serate di teatro con due spettacoli sempre a tema scientifico, come nell’animo del festival. Queste le proposte:

Giovedì 15 febbraio, 20.45

PALE BLUE DOT

Arditodesìo | Jet Propulsion Theatre

Ispirato a Carl Sagan Testo di Andrea Brunello con il supporto di Christian Di Domenico. Con Andrea Brunello, Regia Christian Di Domenico, Scenografie di Roberto Abbiati, Musica Enrico Merlin, Luci Elena Piscitilli, Costumi Patrizia Caggiati, Supporto artistico Salvatore Cris, Con il supporto tecnico di Roberto Tiella / Fondazione Bruno Kessler, Spettacolo vincitore Premio nuova_scena.tn 2015.

Una incredibile storia di speranza, meraviglia, bellezza e disperazione. Il destino della sonda Voyager 1 si mescola con quella del suo creatore dalle tendenze suicide, quelle di suo figlio sognatore e quelle del Pianeta Terra. Mentre il satellite artificiale si allontana dal sistema solare tutto cade in prospettiva, diventa dolorosamente chiaro che il nostro Pallido Pallino Blu, la Terra, è l’astronave più preziosa e va protetta senza esitazione e senza compromessi. Perché non riusciamo a farlo? Forse non siamo “ingegnerizzati” per farlo? Forse non siamo così intelligenti?
Ma quando tutto sembra perduto avviene la più incredibile delle rivoluzioni. È draconiana e necessaria. Il senso fatalistico di inevitabilità è sollevato dalle nostre anime e la struttura sociale cambia per sempre e per il meglio. Ma è successo veramente? Può succedere veramente? Oppure è solo utopia, una storia di speranza che deve essere raccontata e poi inviata al Voyager 1 così che almeno lui possa tenere un’ultima finale reliquia della nostra civilizzazione che potrebbe essere giunta al termine del suo viaggio?

Venerdì 16 febbraio, 20.45

AHAB – E’ BREVE IL TEMPO CHE CI RESTA

Pleiadi Art Productions, regia e luci Michele Losi, con Mariasofia Alleva, drammaturgia Mariasofia Alleva, Riccardo Calabrò, Michele Losi, sound design Diego Dioguardi, video Alberto Sansone, scenografie e costumi Stefania Coretti, responsabile di produzione Giulia Mereghetti, produzione Pleiadi Art Productions_Campsirago Residenza.

AHAB_è breve il tempo che resta indaga la tematica del rapporto ancestrale tra uomo e acqua, elemento primario della Vita, la cui sopravvivenza è sempre più messa a rischio dall’uomo stesso. Tre quadri per altrettanti personaggi ed altrettante prove d’attore, realizzati con l’utilizzo di differenti linguaggi artistici quali prosa, video e sound live. Si comincia con Ismaele, personaggio tratto da “Moby Dick” di H. Melville, unico testimone di un’Umanità che grazie allo sfruttamento dell’olio di balena pose le basi del moderno mercato finanziario. Dall'ultimo baleniere, ci lasciamo naufragare dalle onde che ci conducono ad una notturna megalopoli, in cui una broker a capo di un fondo speculativo deve affrontare un disastro petrolifero. Lo spettacolo procede per giustapposizione di quadri che traghettano simbolicamente dal peccato originario del Pequod – l’uomo che si erge al di sopra del mondo – al tentativo di espiare le colpe dei padri attraverso la lotta ideologica dei figli contro le cause del disastro – l’uomo che torna a riappropriarsi del mondo e a difenderlo. A chiudere lo spettacolo, due figure di uomini che stanno dedicando la loro vita alla salvaguardia del pianeta: Boyan Slat con la sua Ocean Cleanup e Paul Watson, fondatore della Sea Shepard Society.