In biblioteca comunale a Brentonico, sabato 7 aprile alle 17, presentazione del libro «Lessinia la bimba dei lupi»: una favola dolcissima per grandi e piccoli con Lorena Barbieri (autrice), Massimiliano Baroni (curatore), Daniele Tinelli (presidente Associazione Memores). Partecipazione libera e gratuita.

Il lupo per raccontare i Lessini e per narrarne la poesia. È questo il senso del libro «Lessinia la bimba dei lupi», scritto da Lorena Barbieri, da un’idea di Massimiliano Baroni. Forse è proprio quella magia che aleggia sull’altopiano lessinico che si estende, quasi a sorpresa, dalla Sega di Ala ad aver «convinto» i lupi a stabilirvisi. O, più prosaicamente, si è trattato del fatto che la montagna alense è ancora in gran parte intonsa e non colpita dal turismo di massa, il fattore chiave che ha favorito l’incontro di un lupo e una lupa e la nascita del primo branco in Trentino a due secoli dalla scomparsa del carnivoro.

La favola inventata da Barbieri prende spunto dalla presenza del lupo sui Lessini per affrontare il rapporto tra uomo e lupo e la convivenza tra i due. Il volumetto, che è patrocinato dal Muse e dal progetto Life – WolfAlps, non prende posizione, né a favore né contro il lupo.

È ambientato alla Sega di Ala, e al centro c’è il racconto di una nonna alle sue nipotine incuriosite dal ritorno del carnivoro. La nonna, da bambina, aveva avuto un incontro ravvicinato con un lupo; la storia è inventata ma verosimile. La narrazione di Barbieri è arricchita dalle illustrazioni di Maurizio Cesarini e impreziosita dalle foto di Stefano Gaiga e Lorenzo Simeoni. La seconda parte del libro è divulgativa. C’è un estratto della tesi del giovane alense Antonio Vareschi: la sua ricerca verteva proprio sul lupo sui Lessini. Infine si trova una breve guida sui Lessini alensi, tratta dal libro dell’associazione Memores “Ala – storia e arte”.

Oltre al patrocinio del museo trentino, il libro ha anche il sostegno delle associazioni alensi: Turiscoop Lessinia, Sat, Memores, Pro Loco e le associazioni che rivitalizzano tre malghe lessiniche: Amici del Revoltel, Quei de Fopiam, gruppo micologico – malga Cornafessa, oltre alla baita Costa Pelada sul Baldo.