Nuovo appuntamento degli “Incontri al museo per parlare di fauna” le tradizionali occasioni che con cadenza mensile permettono di avvicinarsi con prospettive sempre nuove alle ricerche e agli studi sulla fauna, alla biodiversità animale e vegetale, alla conoscenza e conservazione della natura.

Mercoledì 9 maggio, alle 20.45, protagonista dell’incontro saranno i pipistrelli, mammiferi in grado di rispondere ai rigori e alle sfide ambientali con sofisticati adattamenti. A parlarne sarà Danilo Russo, Dip. Agricoltura, Università degli Studi di Napoli.

A partire dai primi fossili, vecchi di oltre 50 milioni di anni, i pipistrelli (chirotteri) hanno fatto molta strada rispondendo ai rigori e alle sfide ambientali con sofisticati adattamenti.  Sono infatti mammiferi “estremi”, con caratteristiche del tutto particolari: hanno ad esempio una ottima capacità di volare, con performance che non hanno nulla da invidiare a quelle degli uccelli. Sono in grado di compiere spostamenti che – in una notte – possono superare i 10 km e vere e proprie migrazioni su lunghe distanze, con l’alternarsi delle stagioni. Hanno un formidabile “sesto senso”, l’ecolocalizzazione, che consente ai pipistrelli di sondare il buio profondo della notte con “grida” ultrasonore permettendo un volo veloce, acrobazie mozzafiato e la cattura degli insetti più minuti.

La loro vita è sorprendentemente lunga e con una durata di oltre quaranta anni sembra infrangere tutte le “regole” della fisiologia, in base alle quali dai mammiferi di piccola taglia ci si aspetta un’esistenza breve. I pipistrelli dei climi temperati, infine, sono in grado di sospendere la vita attiva per periodi più o meno lunghi ibernandosi.

I chirotteri hanno inoltre una socialità complessa, con colonie che possono annoverare fino a decine di milioni di individui nelle quali le madri riescono a riconoscere il proprio piccolo con precisione infallibile.

Come accade per molte altre situazioni, l’uomo minaccia le popolazioni di pipistrelli attraverso la trasformazione degli ambienti naturali, la diffusione di pesticidi e la diffusione degli impianti eolici, oltre che attraverso la persecuzione diretta.

I pipistrelli rendono servizi ecosistemici essenziali all’uomo – in primis, alle nostre latitudini – sopprimendo gli insetti nocivi ai coltivi e alle foreste. Studiare i pipistrelli e sviluppare adeguate strategie di conservazione è quindi fondamentale. Le metodologie e tecniche utilizzate vanno dal radiotracking, un trasmettitore per “tracciarne” gli spostamenti durante la notte, alla registrazione degli ultrasuoni, condotta con strumenti sempre più sofisticati, fino alle analisi molecolari.

Danilo Russo è professore associato di Ecologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove dirige il gruppo di ricerca “Wildlife Research Unit” e insegna “Conservazione della Natura e Gestione delle Aree Protette” ed “Ecologia e Gestione della Fauna”. Il prof. Russo ha conseguito il PhD presso l’Università di Bristol, nel Regno Unito, specializzandosi nello studio dell’ecologia e del comportamento dei chirotteri (pipistrelli). Attualmente è membro onorario dell’Università di Bristol e vice-presidente dell’Advisory Committee di Eurobats, la convenzione UNEP che si occupa della tutela dei chirotteri in Europa e oltre. Ha al suo attivo oltre 100 pubblicazioni su riviste internazionali, un testo accademico di conservazione della natura e due libri divulgativi, rispettivamente su pipistrelli e bioacustica.