Mori, al via “Orto cognitivo” il programma per aiutare i malati di alzheimer

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Cambiano le esigenze della popolazione anziana e con esse si mettono in campo nuovi approcci terapeutici. All’Apsp Benedetti, da maggio in poi, è in programma l’Orto cognitivo: “un luogo dove coltivare la mente prendendoci cura delle piante”.

Ci saranno 10 incontri su due gruppi di residenti: il primo appartenente al gruppo “alzheimer” (5 residenti segnalati dall’Apsp) e il secondo di 6-8 residenti selezionati per interesse o particolarità di recupero cognitivo.

L’attività è stata presentata alle famiglie il 15 maggio, il 18 vengono fatte le valutazioni dei residenti coinvolti e la partenza effettiva è fissata per martedì 22 maggio; gli appuntamenti proseguiranno ogni martedì fino al 24 luglio e il giorno 30 si farà il punto sull’esito del progetto. L’intero percorso è pensato e gestito da Valentina Brentari ed Elena Tonolli, psicologhe esperte in neuropsicologia.

Entriamo nel dettaglio. Sarà un percorso di stimolazione cognitiva attraverso la natura. Le due psicologhe hanno già portato avanti alcuni progetti all’Apsp di Mori, verificando che questo tipo di attività produce effetti benefici con miglioramenti cognitivi, emotivi e relazionali. Altra osservazione emersa è che buona parte delle persone coinvolte ha una storia di vita strettamente legata al mondo contadino e naturale. Il nuovo percorso utilizza quindi proprio il verde come facilitatore e mezzo d’intervento, attraverso il quale stimolare le funzioni cognitive residue, e sarà utilizzato come spunto per favorire situazioni di incontro e scambio attivo tra i partecipanti, tramite la rievocazione di momenti importanti della propria esperienza di vita e la loro condivisione.

La reminescenza è il processo per il quale gli eventi remoti rappresentano lo spunto per stimolare le risorse mnesiche residue e recuperare esperienze emotivamente piacevoli. Si fonda sulla naturale tendenza a raccontare il proprio passato. Favorire questo processo riduce l’isolamento, migliora l’umore e la qualità della vita.

Altra tecnica utilizzata è quella della rimotivazione, che punta a rivitalizzare gli interessi per gli stimoli esterni, permettendo di relazionarsi con gli altri, affrontare e discutere argomenti di interesse comune. Altro obiettivo è migliorare il livello di autostima della persona, facendola sentire ancora partecipe di relazioni sociali significative e riducendo la tendenza all’isolamento.

La possibilità di condividere saperi e gesti potrà stimolare ricordi legati a passate esperienze negli orti, nei campi e nei giardini di casa. Dai “cassetti” della memoria riaffioreranno nomi di piante, ricette e magari anche qualche canzone. Parlando di situazioni, persone, fatti e luoghi si punta a riaccendere interessi comuni di dialogo, riscoprire passioni condivise, ritrovare occasioni di discussione.