Al via, da oggi, i nuovi Esami conclusivi del I ciclo di istruzione.

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Al via, a partire da oggi, gli Esami conclusivi del I ciclo d’Istruzione, secondo il calendario definito da ciascuna istituzione scolastica. Oltre 560.000 ragazzi agli Esami, per un totale di 27.270 classi.

Molte le novità per le studentesse e gli studenti: debutta infatti quest’anno il nuovo Esame, riformato secondo le indicazioni contenute in uno degli otto decreti attuativi della Legge 107 del 2015 approvati ad aprile del 2017.

Tre prove, più il colloquio: questo il percorso che dovranno affrontare candidati e candidate. Dopo le prove di Italiano, Matematica e Lingue straniere, il colloquio sarà finalizzato a valutare il livello di acquisizione delle conoscenze, abilità e competenze previsto dalla Indicazioni nazionali, con particolare attenzione alle capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, di collegamento fra discipline. Terrà conto anche dei livelli di padronanza delle competenze connesse alle attività svolte nell’ambito di Cittadinanza e Costituzione. 

Non fa più parte delle prove finali, invece, la prova nazionale Invalsi che, a partire da quest’anno, si svolge in primavera. La partecipazione all’Invalsi è requisito per l’accesso all’Esame, ma non incide sul voto finale.

In concomitanza con l’avvio delle prove d’Esame, è stato pubblicato oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il Focus sugli Esiti degli Esami di Stato e scrutini nella scuola secondaria di I grado, relativo all’anno scolastico 2016/2017.

Il primo dato che emerge dall’indagine è che la percentuale delle studentesse e degli studenti del terzo anno della scuola secondaria di I grado ammessi all’esame si attesta al 98%. Un dato in crescita dello 0,4% rispetto al precedente anno scolastico, il 2015/2016. Resta stabile la percentuale dei promossi all’Esame: pari al 99,8%.

A livello regionale, Basilicata e Calabria risultato le Regioni con il più elevato tasso di ammissione all’Esame, 98,7%. Segue il Trentino Alto Adige, 98,5%. I tassi di ammissione più bassi si registrano invece in Sicilia (97,2%) e in Sardegna (96,8%).

Crescono anche i promossi con voto pari o superiore a 8: sono stati il 50,6% nel 2016/2017 contro il 48,8% del 2015/2016. In aumento soprattutto i 10 e 10 e lode (+0,9%). Contemporaneamente, scendono i voti sufficienti: -1,9% per i 6 e i 7. Le studentesse ottengono risultati migliori dei loro colleghi maschi: il 59,3% delle ragazze ha superato l’Esame con una votazione finale superiore al 7. Di queste, il 13,5% ha ottenuto un voto pari a 10 e 10 e lode. Gli studenti si concentrano invece nel 57,6% dei casi nelle fasce di voto tra il 6 e il 7; solo il 7% raggiunge il 10 e di questi solo il 2,6% ottiene la lode.

Al termine della scuola secondaria di I grado, il 94,7% sceglie una scuola secondaria di II grado. Il 5,3% sceglie invece un percorso di istruzione e formazione. Il voto finale influisce sulla tipologia di scuola che si sceglie per proseguire gli studi: il 94,2% dei promossi con 10 e lode, il 90,9% dei promossi con 10 e l’81% dei promossi con 9 sceglie il Liceo. Di contro, il 45% dei promossi con 6 e il 43,2% dei promossi con 7 sceglie un Istituto tecnico. In coda i Professionali, scelti dal 32,8% dei licenziati con 6 e dal 16,3% di quanti hanno ottenuto 7 come voto finale.