Il 16 giugno 1928 l’aviatrice statunitense Amelia Earhart entrò nella storia dell’aviazione mondiale divenendo la prima donna al mondo a compiere la traversata atlantica. L’aviatrice che compì quell’impresa a bordo di un Fokker F.VII chiamato Friendship, impiegò circa 21 ore per arrivare in Galles dove venne accolta con tutti gli onori del caso.

Amelia Earhart nacque negli Stati Uniti nel 1897 dove iniziò la carriera di infermiera prestando servizio per tutto il corso della I Guerra Mondiale. Nel 1920, appena ventitreenne, accompagnando il padre ad un raduno aeronautico in California decise di intraprendere la carriera di pilota.

Appena un anno dopo, Amelia Earhart stabilì il suo primo record diventando la prima donna ad arrivare in volo ad un altitudine di quattordici mila piedi.

Sebbene i primi record stabiliti dall’aviatrice statunitense fossero tutti legati al fatto che Amelia Earhart fosse la prima donna a intraprendere quel tipo di carriera, con il passare degli anni iniziò a stabilire record assoluti riuscendo a battere anche colleghi (maschi) molto più esperti, dimostrando così le proprie reali abilità aviatorie.

Tra il 1931 e il 1932 Amelia Earhart riuscì ad imporsi come uno dei più capaci ed abili aviatori del mondo, riuscendo a stabilire diversi record tra cui spiccano: il record mondiale di altitudine (5615 metri) del 1931, l’attraversamento degli Stati Uniti senza scalo nel 1932 e la traversata dell’Atlantico in solitaria sempre nel 1932.

A seguito di questi incredibili risultati, l’aviatrice decise che avrebbe tentato l’impresa di attraversare il mondo in aeroplano seguendo la linea equatoriale, la più lunga rotta possibile per circumnavigare il globo (47.000 km).

I preparativi, che durarono circa un anno, videro la Earhart impegnata a modificare il monoplano Lockheed Electra L10 per adattarlo ad un viaggio così lungo e impegnativo come quello che l’aviatrice aveva in mente.

Nonostante un primo tentativo fallito, il 1° giugno 1937 il Lockheed Electra partì da Miami arrivando dopo ventotto giorni di volo e diverse fermate a Lae in Nuova Guinea, da dove ripartirono verso la mezzanotte del 29 giugno alla volta dell’Howland, un atollo disabitato a sud di Honolulu.

Superata la cittadina guineana il monoplano cominciò ad avere problemi di carburante, Amelia Earhart ed il suo coopilota Fred Noonan non riuscirono a stabilire un contatto sicuro con il cutter della Guardia Costiera statunitense che li stava seguendo, dando la loro ultima comunicazione alle 8.43 del 29 giugno 1937.

Le operazioni di soccorso, che iniziarono appena un’ora dopo l’ultima comunicazione radio, non riuscirono a trovare alcuna traccia del velivolo e dei due aviatori. Questo non fece altro che alimentare la speranza dei soccorritori che Amelia Earhart e Fred Noonan potessero essere riusciti a mettersi in salvo in qualche atollo disabitato.

Le ricerche ufficiali, organizzate dal governo degli Stati Uniti durarono fino al 19 luglio successivo, terminate quelle proseguirono quelle private fino al 5 gennaio 1939, quando gli aviatori vennero dichiarati legalmente morti.

Nonostante con il passare degli anni fosse sempre più evidente che Amelia e Fred avessero perso la vita in quel tragico 29 giugno, intorno alle loro figure si crearono numerose teorie e ipotesi circa una loro possibile sopravvivenza all’incidente. Queste ipotesi sono sempre state smentite nel corso dei decenni, ma la mancanza dei corpi e dei rottami del velivolo non ha fatto altro che incrementare queste leggende e contestualmente la fama dei due aviatori.

Grazie alle sue imprese Amelia Earhart è entrata nel cuore delle persone di tutto il mondo, pioniera dell’aviazione con il passare degli anni è diventata una vera e propria icona per le donne di tutto il mondo.

Numerosi sono stati, nel corso degli anni, le manifestazioni di stima tributate ad Amelia Earhart e alle sue imprese, tra le più significative vi sono: il film del 2009 “Amelia”, il libro “Lo scheletro che balla” di Jeffery Deaver e la canzone “Amelia” dell’artista canadese Joni Mitchell.

La figura dell’aviatrice statunitense è diventata iconica non solo per il suo valore e le sue imprese, ma sopratutto per il ruolo sociale che Amelia Earhart ha svolto lungo tutta la sua vita. Ella infatti era riuscita ad emergere in un settore prettamente maschile ed era riuscita a superare tutti i pregiudizi legati al suo genere ed imporsi come uno dei più validi elementi dell’aviazione americana.

Questo, unito certamente alla portata delle sue imprese, l’ha resa una delle figure più apprezzate ed ammirate del XX secolo, rendendo la sua immagine immortale e capace di trascendere il tempo.