Arte Sella, fino al 23 settembre visibili le opere di Gianandrea Gazzola

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ph. Arte Sella

Si è tenuta ieri mattina presso l’Aula Emiciclo dell’Orto Botanico di Padova la conferenza stampa con cui è stata presentata la collaborazione tra Arte Sella e l’Orto Botanico di Padova, che nei prossimi anni vedrà le due istituzioni affiancarsi attivamente in numerosi progetti artistici e culturali.

Presenti alla conferenza Francesca Da Porto, Prorettrice all’Edilizia e sicurezza Università di Padova, Telmo Pievani, Delegato per il progetto Comunicazione istituzionale Università di Padova, Barbara Baldan, Prefetto Orto Botanico ed Emanuele Montibeller, direttore artistico Arte Sella.

Il primo esito di questa importante collaborazione è stata la presentazione al pubblico di due opere di uno degli artisti italiani più conosciuti di Arte Sella, Gianandrea Gazzola, nel corso di un convegno dal titolo “Sviluppo sostenibile tra scienza e arte”, svoltosi ieri pomeriggio presso l’Auditorium dell’Orto Botanico al quale sono intervenuti, dopo i saluti del Rettore dell’università di Padova Rosario Rizzuto, diversi esponenti dell’Università di Padova e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, moderati da Telmo Pievani.

Gianandrea Gazzola, già autore ad Arte Sella dell’opera Lo Stilo ed attualmente impegnato nella realizzazione di una nuova installazione in Val di Sella, ha creato per l’Orto Botanico due opere di grande fascino che indagano il rapporto tra acqua, forma e suono.

 Le due opere, Per Silentia e Nomos III, sono state così descritte dall’artista: (Silentia) Una lunga vasca percorre lo spazio in penombra. Una serie d’impulsi increspa la superficie dell’acqua: piccole onde nascono dal fondo correndo il primo tratto sotto un fascio di luce che ne accende i contorni e li riflette su un velo teso a mezz’aria come una partitura che si offra alla vista ma non al suono. Ed è proprio il suono che si trova all’origine del movimento, ma a frequenze così gravi che l’orecchio non sarebbe in grado di percepirlo. Solo l’acqua è in grado di renderlo visibile come gioco di forze che si organizzano matematicamente in figure in movimento, sulla soglia indefinibile di ciò che la mente umana attribuisce al caos oppure all’ordine estremo. Proseguendo la loro corsa lungo il nastro d’acqua le increspature si addensano finché lo spessore dell’invaso, che progressivamente si assottiglia, le stempera fino all’immobilità assoluta.”

(Nomos III) “Il mondo delle gocce è in bilico tra rigore e caos. Ad un ritmo largo le gocce si disciplinano regolarmente come un metronomo ma quando la pulsazione si fa più serrata l’esattezza della scansione lascia progressivamente posto ad una libertà che muove verso combinazioni ardite. Nomos III è uno strumento in cui cinque cilindri dotati di membrane sonore costituiscono il bersaglio di altrettanti flussi di gocce regolabili. I cilindri salgono e scendono sospesi alla sommità di cinque alte canne, guidati da fili tesi e così facendo determinano il volume del suono dalla massima intensità fino al pianissimo appena percettibile. La pulsazione delle gocce e il gioco di volumi sono scritti come una partitura e affidati ad una memoria digitale. A differenza però degli strumenti automatici in senso stretto, qui si evidenzia talvolta una singolare autonomia che tende a sconfinare nell’arbitrio, e ciò avviene proprio per la legge fisica in base alla quale si formano le gocce.”