Chernobyl: finalmente una serie senza sesso

Considerata come la migliore serie televisiva prodotta dall’HBO sino oggi, Chernobyl per alcuni è stata considerata come uno dei maggiori successi in termini di sceneggiato televisivo dell’ultimo decennio.
Probabilmente uno dei fattori che ha consacrato la serie è stata, oltre alla dovizia nella descrizione dei dettagli del più grande disastro del nucleare civile, l’esposizione non eccessivamente occidentalistica del fatto e l’assenza di scene riguardanti il sesso.

A esagerare su simili scene sono proprio le serie prodotte dall’HBO, tanto che tempo fa girava un video-parodia creato da alcuni ragazzi, che vedeva dei giovani attori descrivere ad amici e parenti inorriditi il loro ruolo, parenti che poi diventavano orgogliosi quando capivano che era uno show HBO. E lo slogan era: It’s not porn, it’s HBO!.
La continua proliferazione di scene che riguardano il sesso, scene che vengono inserite spesso anche in contesti storici con profondi stravolgimenti dell’intera trama, si basa sulla considerazione che tale argomento fa sempre drizzare le antenne degli spettatori. Per quanto possa essere sempre stato un tabù, l’atto fisico dell’amore è un elemento immortale che sul piccolo schermo ha costantemente occupato un posto d’onore.

Tali scene a partire dagli anni ’90 sono state centrali in molte serie televisive, raggiungendo vere e proprie esagerazioni in sceneggiati quali Spartacus, I Borgia, Vikings o anche Trotsky: quest’ultima serie si apre proprio con una scena di sesso tra il famoso rivoluzionario russo e una sua amante. Tali momenti hanno impostato un canone in cui i prodotti televisivi di stampo storico potessero osare con il sesso esplicito, limitando velature e mostrando particolari scene nella loro interezza e, in certi casi, nella loro crudezza.

La semplice descrizione analitica e precisa dei fatti che hanno coinvolto la tragedia del nucleare civile avvenuta in Unione Sovietica nel 1986, è stata fatta con la dovizia dei particolari, riproponendo quello stile degli sceneggiati tipici della televisione italiana degli anni 50-60, dove al centro del tutto vi è la semplice e cruda spiegazione dei fatti senza voler cercare di attirare l’attenzione del videospettatore, una scelta fatta con successo anche nel caso di Chernobyl.