IL COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA A TRENTO

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Ieri 23 ottobre il Comitato Nazionale per la bioetica (Cnb) ha incontrato gli studenti e la cittadinanza trentina presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento. Istituito nel 1990 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, è la prima volta che il Cnb si apre, a livello universitario, al pubblico svolgimento dei propri lavori di discussione, grazie anche all’intervento del Professor Carlo Casonato, ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università di Trento e altresì membro del Cnb, che si è adoperato affinché l’incontro avesse luogo. Si tratta di un evento perfettamente in linea con i compiti affidati al Comitato dal Governo: esso infatti ha prevalentemente funzioni consultive, su istanza governativa, e di informazione nei confronti dei cittadini italiani. Tuttavia, fin dalla sua fondazione, il Cnb si è soprattutto adoperato per organizzare incontri presso le scuole superiori, sottolineando la grande attenzione che devono suscitare tematiche simili anche nelle giovani generazioni. Questa è una necessità sentita in particolar modo a causa dell’incessante progresso della ricerca medico-scientifica, che ha generato scomodi interrogativi di carattere etico e giuridico. Proprio al fine di formulare pareri completi sia dal punto di vista etico-giuridico, sia da quello scientifico, i componenti del Cnb provengono da un panorama accademico largamente eterogeneo, comprendente l’ambito filosofico, quello giuridico e quello medico.
L’incontro si è aperto con i saluti di Giuseppe Nesi, direttore del dipartimento Facoltà di Giurisprudenza, che ha sottolineato in particolar modo la grande attenzione che i docenti dell’Università trentina hanno in merito a queste tematiche sensibili, e di Paolo Collini, prorettore vicario dell’Università degli Studi di Trento. In seguito è intervenuta Laura Palazzani, vice presidente del Cnb, ordinario di filosofia del diritto presso l’Università Lumsa di Roma, che ha enfatizzato la grande importanza che riveste nella società attuale l’interesse dei giovani in merito a determinati argomenti di natura delicata e controversa. Il meeting si è aperto con sette domande degli studenti dell’Università di Trento, opportunamente selezionate tra svariate altre, a cui i vari membri, coordinati da Carlo Casonato, hanno risposto in modo esaustivo, ponendo spesso anche degli interrogativi di carattere morale in merito a determinate questioni. Le tematiche trattate sono state eterogenee ma accomunate dalla medesima attenzione per l’individuo umano e la sua sfera psicologica: si è parlato di un legislatore italiano la cui distrazione ha generato dei grandi vuoti normativi in materia, ad esempio, di fecondazione eterologa (legge 40), di accettabilità da punto di vista medico e sociale dell’eutanasia e dell’affidamento di bambini a coppie omosessuali, di scambio di embrioni, e dei limiti che devono porsi le neuro-scienze nel momento in cui svolgono studi sperimentali su pazienti in stato vegetativo. In sostanza l’approccio del Comitato Nazionale per la Bioetica ha rispecchiato la sua composizione: per il medesimo tema vi erano risposte di carattere medico, ma anche di natura giuridica e morale, tutte caratterizzate da una profonda competenza e professionalità, ed assolutamente svincolate da valutazioni di ordine politico. Ieri, nella Facoltà di Giurisprudenza, non si è parlato di partiti politici e di schieramenti ideologici: si è parlato di uomo, e di ciò che più profondamente lo tocca, cioè del tema della Vita nei suoi poliedrici aspetti, in una prospettiva di informazione e crescita collettiva della società.

Sara Cavedon

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