Nel 1989 l’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti ha rilasciato il brevetto n. 4.884.255 per un ‘orologio digitale di scacchi’ a Robert J.Fischer.

Questa invenzione riflette alcune idee già espresse da Fischer ai tempi in cui giocava. Da quando nei tornei di scacchi è stato introdotto l’orologio segnatempo, molti giocatori tendono ad utilizzare più tempo nella fase iniziale della partita e sono quindi costretti a giocare le ultime mosse prima del cosiddetto ‘controllo del tempo’ a tutta velocità. Nel gergo scacchistico quando un giocatore ha poco tempo per le ultime mosse si dice, usando un termine tedesco, che è in “zeitnot”. Molte partite sono state rovinate proprio a causa della mancanza di tempo e secondo Fischer questo non è giusto ed è contrario allo spirito del gioco. Con il suo orologio digitale Fischer assicura a chiunque di poter giocare fino all’ultima mossa della partita con un tempo ragionevole: per Fischer dovevano essere due minuti. Negli orologi da scacchi normali quando si preme il pulsante si mette automaticamente in moto l’orologio dell’avversario.

Nell’orologio “Fischer”, invece, quando si preme il proprio pulsante non solo si mette in moto l’orologio avversario ma in più sul proprio quadrante le lancette tornano indietro di due minuti: in tal modo si hanno sempre almeno due minuti per mossa. Secondo esperimenti pratici effettuati sui prototipi, partendo da una base di un’ora a testa all’inizio si rispettano gli attuali tempi di riflessione e una partita dura mediamente circa cinque ore.
Oggi l’orologio Fischer è usato in quasi tutti i tornei, ma ad ogni mossa il tempo torna indietro di 30 secondi: in questo modo partendo con 1 ora e 40 minuti di base si rispetta il classico ritmo di 40 mosse da giocare in 2 ore.