DALLO SCRIBA ALLA QWERTY, LA GRAMMATICA SECONDO GOOGLE

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Teorie e studi sul lessico e sulla grammatica: sotto la lente d’ingrandimento dell’osservatore letterato vi sono le punteggiature e lo stile di scrittura. Non si tratta di un problema da poco, nulla da sottovalutare o prendere con ironia: la comunicazione globale, insita al sistema informatico, legato prevalentemente al computer e agli smartphone, stanno obbligando gli utenti a scelte di utilità le quali, in gran parte, cozzano con le più semplici regole di scrittura e di “bella” calligrafia.

A dare il via a una vera e propria rivoluzione grammaticale è stato il Giappone, dove da un decennio, per necessità prevalentemente commerciali, si è optato per una traduzione semplificata dello scritto: dall’ideogramma alle lettere in stampatello. La difficoltà nel trascrivere correttamente accenti ed apostrofi, i quali peraltro non sono identici in tutte le lingue, bensì differiscono anche del tutto, o in parte, a seconda del paese e della lingua in cui si sta traducendo, hanno portato a scegliere la via meno intricata. Lo stampatello con accenti, apostrofi e simboli linguistici riesce a tradurre quasi perfettamente l’idioma. Non lo stesso accade con il corsivo, dove le lettere confondono la scrittura e il rischio di dire una cosa per l’altra è troppo alto per non essere considerato.

Dal 2016 invece la Finlandia opterà per l’insegnamento della scrittura prevalentemente in via strumentale informatica, con tanto di tastiere e computer, mentre la penna, i colori e le matite saranno utilizzati per altre attività legate allo sviluppo delle capacità cognitive legate al controllo dell’uso delle dita e della mano per tracciare simboli, disegni e forme di vario genere.

In USA, invece, dove lo strumento della comunicazione è sempre al centro di dinamiche liquide, il maiuscolo corsivo è ormai ritenuto obsoleto, sostituito dal corrente e dinamico stampatello, del quale risulta ormai unanimemente riconosciuta la validità anche a scuola.

Le ricordate le manfrine delle prof. per l’uso alternato di stampatello e corsivo, tipiche dell’adolescenza? Anche in Italia potrebbero diventare storia archiviata. In questi giorni, infatti, si sta discutendo dell’integrazione delle penne con i computer, un fatto che gli studenti universitari vivono con normalità da almeno vent’anni, per la consegna di tesi ed elaborati. Ora possibile anche nelle scuole dell’obbligo, grazie allo sviluppo tecnologico a scuola.

Ma davvero saremo accompagnati “vita natural durante” da Google translate? Il parere dei critici della linguistica non è concorde, poiché insieme allo stile calligrafico vi sono molte diversità tra linguaggio e scrittura manuale e telematica, ad esempio il “;” che nella scrittura veloce non ha più un senso.

Saranno scritti libri e testi senza punteggiatura e scompariranno le forme alternative al minuscolo e allo stampatello? Secondo gli esperti no. Ma si tratterà di un affiancamento completo, con diversi stili e una ricostruzione della grammatica per internet, la quale peraltro è già in atto da qualche tempo, onde evitare lunghi papiri incomprensibili on line e brevi frasi lapidarie sparse tra i romanzi.

La differenza? Nel tempo di lettura e nell’uso della scrittura, del resto la qualità non è mai sinonimo di omologazione, bensì di selezione secondo l’uso e il target. Per cui rassereniamoci, useremo ancora le penne, scriveremo sempre allo stesso modo, a meno che non decidiamo di dedicarci a settori semantici specifici, del resto il linguaggio è legato strettamente all’uso che ne facciamo, non certo a regole fisse, sempre e comunque inadatte se standardizzate su modelli poco flessibili, ve la potete immaginare una fattura scritta in italiano corretto? Anche solo l’intestazione necessiterebbe di una decina di righi, i quali certo non sono sostenibili, avremmo un testo, non un elenco, incomprensibile e confusionale, redatto in una decina di pagine in triplice copia .. lavoro delegato all’Amanuense, lo scriba.
Gutenberg superato da Steve Jobs. La Treccani superata da Wikipedia. E chi più ne ha, più ne metta.

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