Dante Alighieri, il “Sommo Poeta” padre della lingua italiana

Durante di Alighiero degli Alighieri è il nome di battesimo di Dante, il sommo poeta, universalmente riconosciuto come il padre della lingua italiana. Secondo la tradizione Dante sarebbe nato tra il 21 maggio e il 21 giugno del 1265 a Firenze.

Nonostante la data di nascita di Dante non sia conosciuta con esattezza, grazie ad alcune allusioni presenti nel suo capolavoro “La Divina Commedia” è stato possibile arrivare a definirla tra il maggio e il giugno del 1265.

Il Sommo Poeta può essere legittimamente considerato il padre della lingua italiana, fu lui per primo a capire l’importanza del volgare e a scrivere i suoi capolavori in quella particolare lingua. E’ proprio grazie a opere come “La Divina Commedia” e “Il De Vulgari Eloquentia” che la lingua italiana ha potuto svilupparsi e oscurare la lingua latina che fino a quel momento era considerata la lingua principe del suolo italiano.

Lungo tutto il corso della sua vita Dante Alighieri fu considerato uno dei massimi esponenti letterari e culturali del periodo. Nonostante fosse apprezzato per i suoi lavori, le sue idee politiche (era un Guelfo Bianco) lo portarono a venire esiliato dalla natia Firenze nel 1304 dopo uno scontro con Papa Bonifacio VIII e a vagare “ospite” delle più importanti corti italiane del periodo.

L’esilio forzato durò fino alla morte del sommo poeta avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321 a Ravenna, dove Dante era ospite della corte di Guido da Poletta podestà della città ravennate.

A seguito della sua morte, numerose figure di spicco dell’epoca si mobilitarono per onorare la scomparsa del “Sommo Poeta”, tra queste la figura di Giovanni Boccaccio fu certamente quella che ebbe il ruolo più importante. Fin dalla metà del XIV secolo Boccaccio iniziò a diffondere in maniera capillare il culto Dantesco.

Se il valore artistico e culturale di Dante Alighieri è sopravvissuto nei secoli arrivando ad essere universalmente riconosciuto in tutto il mondo, parte del merito va a Boccaccio e ai suoi seguaci che si sono impegnati attivamente perchè il Sommo non venisse dimenticato e i suoi lavori non venissero oscurati dalle sue idee politiche.

Ancora oggi Dante è considerato una figura fondamentale per l’Italia, a dimostrazione del fatto che la grandezza del suo operato e il servizio reso alla cultura italiana ha trasceso il tempo, immortalandolo per sempre nell’Olimpo culturale non solo italiano ma di tutto il mondo.