Piccolo galateo erotico per fanciulle, edito da SE, è un libro, a dir poco, singolare e lascia tutti i suoi lettori a bocca spalancata. L’autore di questo gioiellino è Pierre Louys. Nato in Francia nel 1870, ha aderito presto al movimento del Parnaso e alla corrente simbolista e nei suoi scritti ha utilizzato uno stile erotico, ma elegante. Oggi quando pensiamo ad un romanzo erotico, subito ci viene in mente la collana di Cinquanta sfumature dell’autrice E. L. James, ma l’opera di Louys, celata sotto una lista di aforismi perversi, ha molto di più da offrire. Il testo è suddiviso in brevi capitoli (In camera, Per la strada, Al mare, Con il Signor Presidente della Repubblica, Per succhiare ecc.) contenenti delle regole di comportamento, molto vicini a degli aforismi.

Il primo spunto che ci da il Piccolo galateo erotico per fanciulle è la data di pubblicazione, infatti viene stampato dopo un anno dalla morte del suo autore, avvenuta nel 1926, e in forma anonima. In Italia sarà addirittura edito per la prima volta nel 1993 e da novembre 2017 c’è la possibilità di reperirlo grazie a una ristampa della casa editrice milanese SE, con una traduzione di Paolo Bianchi e un commento di Alberto Capatti.

E’ un libro che certamente non si presta ad un pubblico di ragazze bigotte o moraliste perché sottolinea un singolare libertinismo sessuale.

Questo particolare galateo è “ad uso degli istituti di educazione’’ e sembrerebbe teoricamente rivolto alle bambine cresciute in riformatorio, ma c’è di più. Leggendo tra le righe si percepisce che è un libro dedicato specialmente alla formazione sessuale dell’alta borghesia che sembra essere sempre in preda ad impulsi sessuali inarrestabili: ogni momento della vita può richiamare il sesso e persino i momenti di preghiera hanno un’accezione erotica. Louys nella sezione ‘’In Chiesa’’ raccomanda alle ragazzine: ‘’Se non vi siete masturbata abbastanza al mattino, non finite di farlo in chiesa’’, oppure ‘’Se succhiate un signore prima di fare la comunione, badate bene di non inghiottire lo sperma: non sareste più a digiuno, come è necessario’’.

Queste affermazioni lasciano perplessità, ma prima di affermare saldamente che si tratta di una parodia estremizzata, si potrebbe analizzare il Glossario. Questo spiega che alcune parole contenute nel testo, che sono decisamente licenziose, ‘’sono parole familiari a tutte le ragazzine’’.  Come dargli torto? È vero che fin da piccole le ragazze conoscono termini volgari, che usano, magari, per rivolgersi alle amiche. Altri passi di questo galateo erotico, invece, non sono affatto accettabili per la bigotta mentalità odierna imperante: sottolineano il servilismo (le serve sono costrette a procurare piacere orale alle ragazzine di alta borghesia), il maschilismo nella vera accezione della parola (‘’Se incontrate in un luogo solitario un vagabondo che vi salta addosso, lasciatevi scopare senza fare storie. È il modo più sicuro per non farsi violentare’’), gli aspetti incestuosi dell’alta società, di pedofilia (Le ragazzine di questo particolarissimo galateo potrebbero essere anacronisticamente paragonate alla Lolita di Nabokov n.d.a.) e anche di sodomia.

In fondo Louys era, come lo definisce Capatti, uno squisito porcello e poteva permettersi di giocare sugli aspetti estremi della sessualità della classe dirigente parigina. Nonostante il libro sia scritto attraverso un’ottica maschilista, si nota un particolare piuttosto significativo: anche le donne erano preda delle passioni, ma le dovevano gestire secondo un ‘’rigido’’ protocollo che evitava di farle apparire come delle screanzate, ma permetteva loro di godersi a pieno la vita sessuale.

La repressione sessuale stava facendosi strada e aumentava, lentamente, la libertà di parlare di sesso: nel 1889 era stato pubblicato Il Piacere, il Surrealismo portava nuovi squarci sulla sessualità (si pensi ad Apollinaire) e di li a poco, nel 1928, sarebbe uscito un romanzo – L’amante di Lady Chatterley – che andava sottolineando i desideri di una moglie che si era sposata con un uomo impotente.

Un libro eccezionale e unico, che mostra i caratteri eversivi di una Parigi altrimenti candida e intatta. Non c’è dubbio che debba essere contestualizzato e che gli accorgimenti di Louys non debbano essere presi alla lettera. Può essere socialmente accettata l’ultima sezione che è una lista di frasi da dire e non dire e vuole educare alla raffinatezza: ‘’Non dite «la mia fica», dite «il mio cuore»’’. Insomma, il Piccolo galateo erotico è assolutamente da leggere, anche solo perché è capace di strappare una risata anche alle menti più moraliste. Andate in libreria (ma c’è anche online la possibilità di acquistarlo). 

Francesca Masin

Piccolo galateo erotico per fanciulle
Pierre Louÿs
Traduttore: P. Bianchi
Editore: ES
Collana: Biblioteca dell’eros
Pagine: 102 p., ill. , Brossura
Prezzo: 10,20 Euro