Ad Arco di Trento in scena “Eichmann. Un criminale moderno”

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«Cantiere Teatro» è una delle novità della Stagione di prosa 2015-2016 dei Comuni di Arco, Riva del Garda e Nago-Torbole: una minirassegna dedicata ai giovani e al teatro contemporaneo, sperimentale e d’impegno sociale, che si tiene nel nuovo centro giovani «Cantiere 26» ad Arco, curata dall’associazione culturale LuHa-ArtSurvivalKit. La prossima proposta, venerdì 29 gennaio, è lo spettacolo della compagnia Emit Flesti «Eichmann. Un criminale moderno», ispirato alla vicenda del processo per crimini di guerra a carico di Adolf Eichmann, che s’è tenuto nel 1961 a Gerusalemme, e tratto dal saggio «La banalità del male» di Hannah Arendt, la corrispondente che seguì il processo per il settimanale New Yorker. L’inizio è alle ore 21; a seguire, approfondimento-dibattito con la filosofa Claudia Cristoforetti.

Quando nel 1960 a Buenos Aires, dove s’era nascosto, Adolf Eichmann fu rapito dal Mossad, l’agenzia di intelligence dello Stato di Israele, per essere portato in Israele e giudicato per crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, il mondo si trovò davanti a una possibilità nuova e importantissima: capire. Capire qual è il volto del mostro; capire come può un uomo diventare quel mostro; capire dove è il confine tra umano e bestiale. Eichmann al processo si presenta come un uomo quotidiano, qualunque, mediocre: davvero è lui il mostro?

La lettura-spettacolo parte dalla stessa possibilità: capire. Un testo per ricordare ancora una volta la sconvolgente razionalità dello sterminio degli ebrei. Una lettura-processo per capire, analizzare, non-dimenticare uno dei periodi più agghiaccianti della storia contemporanea. Con Alessio Dalla Costa, Ornela Marcon, Claudia Cristoforetti, Gelsomina Bassetti. Drammaturgia e regia di Maura Pettorruso.

Otto Adolf Eichmann (Solingen, 19 marzo 1906 – Ramla, 31 maggio 1962) è stato un paramilitare e funzionario tedesco, considerato uno dei maggiori responsabili operativi dello sterminio degli ebrei nella Germania nazista. Col grado di SS-Obersturmbannführer era responsabile di una sezione del RSHA; esperto di questioni ebraiche, nel corso della cosiddetta «soluzione finale» organizzò il traffico ferroviario che trasportava gli ebrei ai vari campi di concentramento. Sfuggito al processo di Norimberga, nel 1950 si rifugiò in Argentina, ma dieci anni più tardi fu individuato e quindi catturato dal Mossad (l’Argentina non prevedeva la possibilità dell’estradizione), portato in Israele, processato e condannato a morte. La condanna fu eseguita per impiccagione, pochi minuti prima della mezzanotte di giovedì 31 maggio 1962, nella prigione di Ramla.

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