EPIFANIA, BEFANA O IL GRANDE MISCUGLIO?

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Epifania: dal presepe alla calza della befana, senza sapere il perché. Non vi pare dunque strano che per ogni festa cristiana esista un corrispondente pagano che viene ad essere interpretato con un risalto commerciale molto evidente? Come per santa Klaus, santa Lucia, ed il Natale, anche l’Epifania ha questo aspetto particolare: un doppio modo di essere interpretati, che lascia trasparire origini lontane e necessità più vicine.

Che legami ci sono tra Epifania e Befana? A livello lessicale è evidente: si tratta della stessa parola storpiata, il lemma popolare, quindi, befana, altro non sarebbe che non la traslazione di epifania.

Ma non solo: pure dal punto di vista della religiosità vi sono dei punti in comune: le befane furono tre, allegorìa dunque in negativo della figura dei magi, con un propiziatorio numero 3 che torna ricorrente in parecchie mistiche e religioni.

Oltre a ciò i simboli: il vecchio anno e il rinnovamento, il fuoco che brucia e rigenera e il carbone che è ciò che rimane del male, i doni dei magi e i piccoli doni della befana.

Pare incredibile, ma ci sono più punti in comune tra la Befana e i Re Magi, che tra il Natale e Gesù bambino: è evidente che ciò è legato a qualcosa di più importante che non una ricorrenza, il sacro, che in qualche modo viene rispettato più nel Natale, che non nella sua manifestazione popolare di, appunto, evidenza a tutti.
Nella memoria di grandi e piccini, però, vi sono anche i Re Magi, che con oro, incenso e mirra arrivarono da Gesù infante seguendo la cometa. L’epifania ha questo significato, per la religione: la manifestazione di Dio. Con la visita alla grotta di Betlemme, i Re Magi, forse di origine persiana, resero omaggio al Bambino offrendogli doni. Essi, guidati in Giudea da una stella, portarono in dono oro (omaggio alla sua regalità), incenso (omaggio alla sua divinità) e mirra (anticipazione della sua futura sofferenza redentrice) e lo adorarono, come cita Frate Indovino nel suo Calendario.

Però vi sono dei legami, tra il Cristianesimo e il Paganesimo, che anche in questo caso emergono evidenti: nello stesso periodo dell’anno, a inizio Gennaio, per la cultura legata ai campi e al culto della natura, si dava il via al nuovo anno di fertilità della terra, da cui alcuni riti propiziatori che servivano a rendere manifesto il nuovo ciclo naturale della terra.

Da questo mix di tradizioni nascono le nostre abitudini, che portano, ad oggi, da una parte a commemorare l’Epifania, dall’altra a portare ai bambini dei doni con la simbologia della Befana, a questo punto, potremmo dire, la non fertilità, che lascia il posto alla fertilità. E’ evidente che per le popolazioni europee la figura della befana interpreti meglio gli usi e i costumi della gente del posto, che non i magi a bordo dei cammelli, probabilmente anche questo fu il motivo del successo della simpatica vecchietta.

Non tutti festeggiano l’Epifania, come non tutti festeggiano la Befana, l’unico punto in comune, tra i due modi diversi di interpretare il Calendario dell’anno, sta nel termine delle Festività segnate in “Rosso” nei giorni dell’anno, che coincide quindi nella ripartenza della vita normale.

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