GUSSAGO: DOVE LE TRATTAZIONI DEL SESSO IN STRADA SONO BANDITE

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Nel dicembre del 1948 la senatrice socialista Angelina Merlin, da cui prende il nome la legge, presentò un programma per la chiusura delle Case di Tolleranza. Quest’ultimo venne approvato 10 anni dopo, nel 1958, con 177 voti favorevoli contro 67. I parlamentari contrari, appartenenti per lo più a schieramenti di destra e socialdemocratici, si opposero poiché il fenomeno della prostituzione si sarebbe spostato in case private e in strada. Fuori da ogni controllo.

Lo scopo della legge sarebbe stato quello di impedire lo sfruttamento della donna, divenuta ormai oggetto di mercificazione quotidiana. Paradossalmente si verificò il contrario.

Il sospetto paventato negli anni sessanta, realmente, si concretizzò, tanto che attualmente le strade periferiche delle città sono spesso frequentate da prostitute e da clienti, in orari anche diurni, le quali esercitano presso luoghi appartati o in appartamenti privati.

Nei giorni scorsi il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato la proposta di referendum sostenuta dal centro destra per  l’abrogazione parziale della legge Merlin, allo scopo di togliere la prostituzione sulle strade. Favorevoli sono stati in 41, pari alla maggioranza degli 80 consiglieri.

Simone Lisi

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