Helmut Berger: disapologia di un Divo Sovrano

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Il perfetto attore è colui che riesce a far credere al pubblico che sta provando ogni cosa che prova il suo personaggio. Un’impressione che riguarda l’aspetto esteriore, ma soprattutto quello interiore. Sono pochi quelli che sono riusciti nella difficile impresa. Uno di questi è stato Helmut Berger, attore entrato nell’olimpo del Grande Schermo grazie al regista Ludovico Visconti. Si ricordano le sue recitazioni in film quali La Caduta degli Dei, Il Giardino dei Finzi Corinz e sopratutto Ludwig. Quest’ultimo film lo consacrò nel 1972 come attore di fama mondiale. Non arrivò il tanto ambito Premio Oscar, ma consegnò alla grande storia il complesso e sensibile Ludovico II di Baviera. “Voglio rimanere un eterno enigma, per me e per gli altri”, disse una volta il sovrano bavarese. Ovviamente ignorava che in un paesino austriaco sarebbe nata, nel 1944, l’unica persona che sarebbe riuscita a esprimere quella che viene da molti definita la “Pazzia di Ludwig”. Helmut Berger non si limitò ad interpretarlo nella celebre pellicola cinematografica, ma condusse una vita che presenta molte similitudini con quella di Ludovico II. Del resto, come disse in un’intervista del 2014, egli stesso commentò la celebre frase del sovrano con queste parole: “Quello sono proprio io. Non voglio essere una leggenda né finire in un museo… Sono sempre stato controcorrente“.

Entrambi bisessuali, Ludovico di Baviera si innamorò solamente di una donna nella sua vita: l’Imperatrice Elisabetta d’Austria. Berger non ha mai negato la sua relazione con il Conte Luchino Visconti: infatti dichiarò alla sua morte di “essere divenuto vedovo a soli 32 anni”. Si sposò due volte, la prima nel 1994 con Francesca Guidato e nel 2015 con Florian Weiss, e questa ai primi di ottobre lo ha denunciato per bigamia.

Ludovico era ritenuto uno dei giovani più affascinanti nell’Europa delle grandi corti di fine Ottocento; Visconti scelse proprio Helmut Berger per via della sua angelica e somigliante bellezza con il sovrano bavarese. Varie vicissitudini hanno coinvolto le due figure. Ludovico, da eterno sognatore quale era, fece costruire sontuosi castelli che a suo tempo vennero pesantemente criticati per gli eccessivi costi di costruzione. Fonte di ispirazione per i Classici Disney, vennero rivalutati agli albori del turismo di massa e sono oggi delle tappe obbligatorie per chiunque voglia visitare la Baviera.

Helmut Berger conduce da sempre una vita stravagante. Oltre alle sue tormentate relazioni, si sottopose ad un trattamento di allungamento del pene, informando poi il pubblico sulla validità di un simile intervento, e deturpò, così come a suo tempo fece Laura Antonelli, il suo leggendario volto. Due spiriti stravaganti, animi distruttivi che hanno accompagnato la vita di entrambi. Nonostante il successo, Helmut Berger vive oggi con solamente duecento euro di pensione; Ludovico, vittima della sua celebre pazzia, venne spodestato dal suo trono nel 1886. Morì il giorno dopo sulle rive del lago di Starnberg. La sua morte è ancora oggi avvolta nel mistero. Alcuni affermano che fu causata da un attacco cardiaco, altri invece ritennero che fosse stato ucciso per evitare possibili rivolte da parte di persone a lui fedeli. I documenti di allora affermano che morì annegato, una stranezza data la sua bravura natatoria. Se di Ludwig II conosciamo il tragico finale, non è ancora scritto quello di Helmut Berger. Di sicuro riserverà ancora piacevoli sorprese.

Michele Soliani

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