PRESENTAZIONE DE: IL CUORE DELLE ALPI, IL LIBRO DI ALBERTO PATTINI

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Il cuore delle Alpi
sulle ali del Trentino
Alberto Pattini

Volume in brossura, formato 28 x 21 cm
224 pagine, 149 fotografie a colori
Editore: Arti grafiche Saturnia

34 Bruffione_fiori di Denis Bertanzetti

con la collaborazione fotografica di:
Massimiliano Baroni, Luigi Bellandi, Denis Bertanzetti, Massimiliano Broggi, Ettore Broz, Giampaolo Calzà “Trota”, Stefano Campo, Damiano Clauser, Aldo Comincioli, Cristina Corradini, Carlo Frapporti, Sara Frigeri, Stefano Gaiga, Benito Giacomini, Alessandro Ghezzer, Enrico Grotto, Maurizio Lancini, Daniele Lira, Carla Manica, Mauro Mariotti, Patrizia N. Matteotti, Matteo Mioli, Alberto Pattini, Claudio Pia, Michele Pilati, Omero Rossi, Jacopo Rigotti, Stefano Sandrini, Tatiana Stocco, Alessandro Toller.
con la collaborazione letteraria di:
Giancarla Tognoni, Luciana Grillo, Alessandra Maria Bezzi

Con il patrocinio di:
Presidenza del Consiglio Regionale Trentino Alto Adige, Provincia Autonoma di Trento, Comune di Trento, Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali

PRESENTAZIONE
VENERDI’ 19 DICEMBRE ORE 20.30
FILARMONICA VIA VERDI 30 TRENTO

 

Hanno scritto:

Roberto Conforti
Presidente della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali

La Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali è oltremodo lieta di concedere il patrocinio per la pubblicazione di Alberto Pattini “Il cuore delle Alpi. sulle ali del Trentino”.
Il lavoro è corredato da una serie di riproduzioni fotografiche da mozza-fiato. Ogni espressione è particolare sia per la singolarità dell’immagine che per il collegato richiamo poetico.
L’insieme offre uno spaccato unico confermando, laddove necessario, l’unicità del patrimonio culturale italiano, caratterizzato nella circostanza dall’ineguagliabile catena delle Alpi, che contraddistinguono il nostro territorio.

Ugo Rossi
Presidente della Provincia autonoma di Trento

Il libro è una sorta di “guida spirituale” al Trentino, un navigatore in versi capace di orientarci sulla mappa dei sentimenti, suggerendoci un’altra sintesi del rapporto, troppo spesso diseguale, tra Uomo e Natura.
Il contatto che Alberto Pattini stabilisce con la Natura, una natura che si fa pietra di montagna incisa dalla storia e dal passaggio di vicende umane gloriose e tragiche (la conquista alpinistica ma anche quella sanguinosa delle guerre), è quasi “fisico”, tattile ed emozionale, rispettoso ed estatico. Uno sguardo sempre disponibile a sorprendersi di fronte alla bellezza, pronto a riscoprire nuove assonanze tra uomo e ambiente.

Alessandro Andreatta
Sindaco di Trento

Oggi scopriamo un altro Alberto Pattini, più intimista e riflessivo, più lontano dall’attività pubblica: scopriamo un Alberto Pattini poeta. Anche per me che lo conosco e lo apprezzo da tempo, Alberto Pattini è una continua sorpresa: è un uomo che non si è mai accontentato dei risultati raggiunti, che non si è rinchiuso mai in nessun recinto. Ha saputo sempre andare oltre, cambiare, progredire, rinnovarsi. Questo secondo libro, che affianca alle poesie uno straordinario corredo fotografico, è l’ennesima testimonianza di questa straordinaria poliedricità, di questa capacità reinventarsi e di trovare sempre nuove motivazioni per vivere e per entusiasmarsi. Con una costante, però: l’amore per la sua città, per il Trentino, che nei versi e nei colori vividi delle immagini di questo “Cuore delle Alpi” ritorna ad essere una terra antica e incontaminata.

Giancarla Tognoni, critica letteraria

Per parole e per immagini, questo libro risveglia sentimenti di stupore e meraviglia, talora di orgogliosa appartenenza e condivisione. Il parlare attraverso la poesia, così come attraverso la visione, conduce il lettore ad una dimensione evocativa, costruita di metafore che egli sente immediatamente proprie, che riconosce istintivamente nell’intimo del suo pensiero.
L’autore, con i suoi versi e le immagini che vi si affiancano, realizza un insieme che è una mappa affettiva del territorio trentino e ne propone una lettura emozionale, completamente rapita e coinvolta in una sorta di sbigottimento: lo sguardo che si coglie è quello che nasce da occhi innamorati della sua bellezza, forse anche un po’ ciechi dinanzi ai difetti e incantati dalle virtù.
La rappresentazione del Trentino e delle sue montagne è legata al sentimento, tesa a rendere tutti partecipi di un legame forte e radicato, che scorre fra il poeta e la terra cui sente di appartenere.
Nella tristezza malinconica che le poesie a tratti esprimono, si partecipa di questa malinconia propria delle genti trentine, ma allo stesso tempo della tenacità, che è la stessa dei fiori che si aggrappano alle aride rocce e si contentano di poco per vivere, regalando la loro bellezza. Ed è la tenacità di tutte le genti di montagna, che si manifesta nell’attaccamento al lavoro, nella dedizione e nella volontà di mettersi alla prova, nel meditare sulle proprie azioni, non per avere il plauso di altri, ma solo per maturare l’intima consapevolezza e soddisfazione che viene dalla coscienza di un lavoro ben fatto.

Luciana Grillo, critica letteraria

L’elemento che comprende tutti i temi trattati è la montagna, che sa essere amica o nemica, confidente e accogliente o seminatrice di morte, luogo di martirio per i tanti che andarono in guerra (Non toccate quei fiori), luogo ricco di una storia antica che ci parla di Romani, di sesterzi e del ponte Cavallo (Lamento del cuculo), luogo impregnato di sudore e fatica, labirinto di roccia, miniere percorse nel buio da lavoratori stranieri (Lacrime della miniera), luogo drammatico di morte, quando la valanga improvvisa tutto ricopre con una coltre candida (Angoscia bianca).
E spesso, sulle montagne, si inerpicano paesi sospesi tra cielo e terra, lontani dal rumore del quotidiano, quasi immersi in un ambiente ovattato, dove pure si vive, si gioisce e si soffre (Paese di montagna), dove gli abitanti si sentono protetti da cime innevate che sembrano toccare il cielo e dare un limite umano all’infinito.
In sostanza, come ne “Il Trentino dei sentimenti”, Alberto Pattini si immerge nei suoi pensieri e nella natura che tanto ama per trasmettere a noi lettori le emozioni da lui vissute, in solitudine perfetta o in compagnia di chi, come lui, comprende ed esalta il valore delle cime innevate o dei prati verdi. E osservando un’alba o un tramonto sembra augurarci, con il Manzoni, “un più sereno dì”.
Pattini forse ci vuol far capire che solo in una dimensione di comunione con il creato noi individui possiamo dare un senso alla nostra vita.

Alessandra Maria Bezzi, musicista

Ascoltando la lettura di dolci ed intense parole, la mente immagina…..una stella alpina che si erge vellutata, trovando riparo in alto e protetta dalle rocce; gocce di pioggia che accompagnano dolcemente il silenzio e mentre segui il ritmo, non ti accorgi del tempo che passa ma riesci a cogliere l’essenza del vivere e la pulsazione naturale dell’Universo che ti accoglie.
Nel verso “Il suono del silenzio”, Alberto Pattini parla di “frasi musicali dell’Universo” che esprimono un moto perpetuo capace di coinvolgere l’essenza più intima dell’anima: capirai così di essere parte di un mondo essenziale e reale più ampio, che si distingue sia dall’ottica del puro individualismo che dal semplice materialismo.
Ogni cosa è concepita come ricca di significato: riflette in noi un influsso benefico, un’energia vitale positiva che fa star bene. Il respiro regolare possiede in sè l’ordine naturale della sequenza ritmica, la melodia abbellisce la voce, la musicalità dei versi affascina e si sposa con l’armonia dei sentimenti.

Introduzione
“I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi” scrisse Johann Wolfgang Goethe. Ebbene, mi ritengo un umile discepolo “silenzioso” che ha cercato di dare il proprio contributo descrivendo, attraverso pensieri di…versi il sentimento di montagna e il suono del silenzio della sua piccola patria.
Questo libro rappresenta la seconda raccolta di componimenti in versi scritti per me stesso, frutto di quattro anni passati in simbiosi con la natura, ricevendo da essa emozioni che mi hanno trasmesso la forza per vivere meglio e la felicità interiore. I versi sono un viaggio nel labirinto dell’esistenza, nel passato e nel presente: la natura è in continuo movimento e scrivere pensieri di…versi è un mezzo per sentirmi in comunione con essa, trasmettere quest’unione spirituale tuffandomi nell’oceano delle emozioni.
Amo la natura perché amo me stesso e amando se stessi si ama anche tutto quello che ci circonda. Ho affrontato il mondo naturalistico come mezzo per interpretare i temi dell’esistenza umana.
Amo le bellezze naturali perché mi avvolgono in un abbraccio silenzioso, mi accolgono teneramente sotto le loro lenzuola, mi accarezzano con i loro petali dorati e mi accompagnano sul sentiero dell’amore senza mai chiedere niente in cambio, se non il semplice rispetto.
Amo la mia terra perché tutte le mattine la minuscola cinciallegra viene sulla finestra della mia cucina a beccare le briciole di pane raffermo, amo la mia terra perché all’alba vedo le foglie degli alberi luccicare di lacrime di rugiada e le nebbie ammantarsi di colori amaranto, amo questa terra perché su questa terra ho scritto le mie suggestioni con l’inchiostro del sentimento, amo il Trentino perché alla sera sento il cupo bramito d’amore dei caprioli e dei cervi e m’illumino di gioia nello scarlatto tramonto.
Successivamente ho cercato le immagini fotografiche che meglio potessero rappresentare l’istante vissuto nella composizione ed ho trovato il connubio con trenta artisti della natura di montagna che ringrazio, cosicché l’immagine e la scrittura si integrano in un’unica visione.
Mi piace citare infine il celebre poeta e scrittore gallese del novecento Dylan Marlais Thomas (1914-1953), le cui suggestioni poetiche sono quelle assolutamente concrete e insieme favolose della sua piccola patria, che ha scritto questa significativa frase sul significato della poesia: “Una bella poesia è un contributo alla realtà. Il mondo non è più lo stesso quando gli si è aggiunta una bella poesia. Una bella poesia aiuta a cambiare la forma e il significato dell’Universo, aiuta ad estendere la conoscenza di tutti del proprio io e del mondo che lo circonda”.

Alberto Pattini

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