“Il Sole dell’Impero”: un manifesto cyberpunk per una nuova Europa

“Perché un uomo dovrebbe essere disprezzato se, trovandosi in carcere, cerca di uscirne e di tornare a casa?” diceva un mostro sacro della letteratura come Tolkien. Con ottime probabilità, questa è la stessa ratio con cui Carlomanno Adinolfi ha scritto il suo primo avvincente e interessantissimo romanzo, “Il Sole dell’Impero“.

Edito da Idrovolante edizioni, il libro di Adinolfi si svolge in un ambiente surreale, in cui il Sacro Romano Impero è ancora vivo al tempo di quel calderone di idee, passioni e progresso quale era il futurismo. In questo scenario ucronico, si sviluppa la storia del professor Dauphin, un francese giunto nella roma imperiale tramite un dirigibile.

Durante il suo soggiorno a Roma, effettuerà diversi incontri, come ad esempio quello con il belga Van Brug, reporter per il giornale Il Ghibellino, “talmente eretico da essere il più amato dagli ambienti filo-imperiali“, che renderanno la trama sempre più fitta e ricca di colpi di scena fino a giungere al finale, incredibilmente sorprendente.

Le citazioni sulla cultura europea, dall’antichità ad oggi, sono un’infinità: basti pensare al titolo della rivista sopra citata, che prende spunto dalla fazione imperialista nella guerra che scosse il Medioevo, soprattutto in Italia, contro i guelfi; la compagnia del dirigibile, sempre per restare entro i margini del primo capitolo, così da non svelare troppo al lettore, si chiama Von Zeppelin, come il noto inventore del mezzo stesso.

Oltre a questi richiami, nel romanzo si intrecciano tante correnti, alcune passate altre rigorosamente attuali: lo steampunk, con innovazioni palesemente successive riportate ai primi del Novecento; il futurismo stesso, con dei richiami sia a Marinetti, che a De Chirico, passando per Bontempelli e la sua “Minnie la candida“; il cyberpunk, visibile in una citazione di Person of Interest che sarà apprezzatissima da parte dei fan della serie; la filosofia di Platone come anche quella di Evola

Un unico schema in cui una nostalgica voglia di ritorno al passato e una frenetica pulsione verso la modernità si fondono, dando vita al mondo di evasione (o meglio, di rifugio) di “Il Sole dell’Impero”. Un romanzo fortemente europeo, senza essere europeista. Un romanzo che, nell’anno in cui l’Europa finanziaria si è fatta battere ripetutamente dall’Europa dei popoli, può assumere i connotati di un vero e proprio manifesto culturale.

Il libro è in vendita su Idrovolante edizioni al prezzo di 20 euro.